UN SALTO A PETRELLA

 

PETRELLA SALTO?!

Ma perchè Ma che è Ma dove sta? Ma chi l’ha scelto?

Una valanga di domande è pervenuta al momento della ricezione della mia locandina che disponeva la passeggiata della Compagnia per giovedì 17 luglio.

Non si commenta e non si mette in discussione niente: la decisione è presa e si va!

Abbiamo formato due equipaggi, composti, uno da IL SOR CONTRARIO, IL PROTO, IL RUSSO (Vladimir, un caro amico di Gianfranco) e il figlio LUCA, e l’altro da IL FAUNO SILENTE, IL FILOSOFO, IL QUANTALTRO  e da me, IL CICCIO. Ci siamo incontrati alla 9,15 sulla Salaria. E da li abbiamo raggiunto Rieti.

Il SOR CONTRARIO ci ha fatto scoprire, dopo aver gustato un buonissimo caffè nella piazza centrale, le bellezze della cittadina. Le mura, il Palazzo del Governo, il Duomo, i giardini e l’immancabile piazzetta del “centro d’Italia”.

Ricomposti gli equipaggi, abbiamo seguito IL SOR CONTRARIO che ci ha fatto fare il giro di Rieti per andare a trovare un vecchio amico (che gestiva una pompa di benzina). C’è voluta mezz’ora perché il benzinaio si ricordasse di lui! Va beh, la volontà del nostro amico è stata soddisfatta.

Andiamo via da Rieti, sempre seguendo IL SOR CONTRARIO….ma ad un certo punto, dopo aver percorso svariati chilometri su una strada prima, poi su un’altra, poi tornati indietro, noi del secondo equipaggio ci siamo chiesti se l’amico sapesse dove andare…Dopo circa un’ora di giravolta lungo la superstrada per Ascoli Piceno, il nostro amico si è fermato per chiedere aiuto ad alcuni operai che lavoravano lungo il ciglio stradale. “Finalmente l’ha capita! -abbiamo detto noi- ora andremo tranquilli”. Insomma, dopo essere arrivati quasi ad Ascoli, siamo tornati indietro, a Rieti, e finalmente abbiamo preso la strada giusta. La strada di montagna non permetteva un’elevata velocità, ma questo fatto ci ha permesso di ammirare e gustare il paesaggio bucolico.

Tre quarti d’ora e siamo arrivati a Petrella. Ma non ci siamo fermati. I nostri amici avevano deciso di andare in un ristorante in montagna. Abbiamo quindi imboccato una strada (comunale?) che si inerpicava su per la montagna. Il paesaggio era molto bello: boschi, prati, animali per la campagna, e nessuna altra presenza umana. Siamo finalmente arrivati al punto più alto -1100 metri s.l.m.-: siamo al parco della Duchessa: una bellissima località, ma non c’era anima viva. Abbiamo trovato una grossa costruzione, tipo fattoria: era il ristorante. Ma era chiuso. Il luogo è veramente stupendo. Sembra di essere sulle montagne dell’Alto Adige. Il vasto altopiano, contornato da bassi rilievi boscati, ha una forma rettangolare di circa 3 km per 2 ed è movimentato da piccole collinette spoglie. Qui pascolano d’estate animali allo stato semi brado. Si intravedono, a conferma di quanto sopra detto, piccoli rifugi utilizzati dai pastori. Siamo al confine tra il Lazio e l’Abruzzo, e in lontananza, verso nordest, si staglia il gruppo del Velino.

Abbiamo quindi proseguito sulla strada che discende a valle, in direzione di Filognano. La strada attraversa tutti boschi vergini e immette nella valle che prende nome dall’omonimo lago: il Salto. Raggiungiamo così il piccolo Borgo San Pietro, dove finalmente ci fermiamo per il pranzo. Sono le 13,30: in perfetto orario. Entriamo nel ristorante “il pescatore”, conosciuto dal nostro nuovo amico IL RUSSO. MA NON ERA IL SOLO A CONOSCERE IL POSTO. Io c’ero già stato e, tra lo stupore degli amici ho sentenziato: “qui si mangia bene”. E gli amici, in coro, quasi indispettiti, di rimando: “ma insomma, sei stato dappertutto??!! Ebbene sì: sono un girandolone e mi piace la montagna, e non solo…

Entriamo. Subito vedo voltarsi indietro e fuggire di corsa IL FILOSOFO,  esclamando fortemente alterato: <<Io qui non rimango: siamo capitati in un covo di LAZIALI!>> C’era, infatti, in bella mostra un grande stendardo della GRANDE LAZIO. Io, unico laziale del gruppo, cerco con belle parole di ricomporre la questione e, poco dopo, ad occhi bassi per non vedere il bellissimo vessillo, il gruppo compatto occupa le sedie.

Ci piazziamo attorno al tavolo e ordiniamo. <<Non tanto cibo>> diciamo al cameriere-padrone <<siamo tutti vecchietti (meno uno) e non possiamo mangiare tanto>>. <<Ci penso io>> Dice il trattore. Noi ci fidiamo…e si comincia.

Senza dire altro, il trattore-laziale comincia con il portare un piccolo(?!) antipasto di salami, prosciutto e bresaola accompagnato da un ottimo pane casereccio. Viene il turno del primo, o meglio dei primi! Ci ha portato: quadratini di pasta ripieni di carne conditi con tartufo, tagliatelle con funghi, gnocchi al sugo di carne: veramente tutti buonissimi, ma l’ultimo, per me, era superlativo. Arrivo il turno del secondo. Ci porta un pesce d’acqua dolce fatto al forno, con contorni di patate al forno (squisite), verdura cotta, insalata. E per finire: dolcetti vari, il classico amaro, grappa e limoncello, e in ultimo il caffè!

Per fortuna che volevamo mangiare poco!

Per smaltire il cibo ingurgitato, abbiamo fatto una bella passeggiata verso il lago, dove alcuni di noi hanno persino fatto una crociera con un pedalò,

e altri invece si sono comodamente sdraiati all’ombra di un ombrellone. La quiete lacustre era, di tanto in tanto, disturbata dalle simpatiche intemperanze di alcuni ragazzi del luogo che si divertivano con tuffi e nuotate nelle fresche acque del bel lago.

 

 

 

 

E’ ora di ripartire. Ci dirigiamo vero Petrella (la nostra prima e vera meta della passeggiata), dove il nostro IL RUSSO ha una casetta che da poco ha finito di arredare: molto ben messa e graziosa. A fatica abbiamo trascinato il Quantaltro e il Proto nella breve passeggiata per il piccolo paese, sotto la dotta e sapiente guida dell’amico IL RUSSO che ci ha fatto vedere alcune chicche architettoniche del paesello.

Dopo un buon caffè preso nell’unico bar del paese, è arrivato il momento di prendere la strada del ritorno e, dopo aver salutato gli amici del primo equipaggio, il Fauno Silente ha ingranato la marcia ed è partito diretto per Roma.

Ecco conclusa questa bella parentesi infrasettimanale in compagnia di un pezzetto della COMPAGNIA DEL BUON BICCHIERE.

Ciao a tutti.

 

Il Ciccio

 17/07/08     

 

 
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