Di ritorno da Parigi

di Attilio Pighetti

 

 
 

C’era una volta…..così cominciavano le favole che mi raccontava mia madre quando ero piccolo e quella sensazione di stupore e di meraviglia mi è rimasta nel cuore e nella mente a lungo. Poi sono cresciuto e le favole si sono dissolte nella cruda realtà quotidiana. Dovevo diventare ultrasettantenne per ritrovare quei momenti e dovevo incontrare uno come Agostino (lo conosco da una vita eppure, in questa circostanza, mi ha sorpreso….) per tornare a rivivere le sensazioni sepolte sotto il cumulo degli stress di tutti i giorni.

 E’ stato lui che mi ha proposto una settimana  da trascorrere assieme agli amici nella sua casa di Parigi, Agostino che si è preso cura di me e dei miei amici trascinandoci in un vorticoso tour alla scoperta di angoli nascosti di questa sorprendente città, offrendocene una visione del tutto originale (almeno per me..). Ecco durante questa settimana sono tornato bambino perché c’era una persona che si prendeva cura di me in ogni dettaglio trascinandomi alla scoperta di Parigi in modo straordinariamente  efficiente e gioioso. E’ stato faticoso camminare tutta la giornata o rimanere in piedi per lunghi periodi all’interno di un museo, anche se ci erano consentite brevi soste per un caffè o uno spuntino “casse-crùte” alla maniera francese, ossia seduti intorno ad un mini tavolino in uno spazio ridottissimo che non consente neanche di accavallare le gambe – valli a capire questi francesi: case e spazi interni di bar e ristoranti ridottissimi in contrasto con la grandezza dei boulevards, delle piazze e delle visioni prospettiche a perdita d’occhio -.  

 Ho salito e disceso centinaia e centinaia di scalini perché ci siamo mossi quasi sempre in Metro e, per passare da una linea all’altra, si percorrevano lunghi corridoi e molte scale ( ci sono pochissime scale mobili, li possino…….); a volte si utilizzavano i bus che sono facili da prendere – a ogni fermata hai l’indicazione dei minuti di attesa – e ti consentono l’osservazione della città. Ma è stata una attività motoria che mi ha ripagato: malgrado la fatica mi sono sentito nuovamente giovane, pimpante, vivo. Non era la prima volta che andavo a Parigi ma , in questa circostanza, ho avuto la possibilità di apprezzarla da un nuovo punto di vista, meno turistico, se vogliamo, ma sicuramente più interessante perché il nostro “cicerone” ha cercato di darci una visione della città più veritiera anche se ci è capitato a volte di prenderlo un po’ in giro come quando con entusiasmo ci portava a scoprire qualche piazzetta nascosta o qualche angoletto lontano dal giro del grande turismo e alla nostra accoglienza piuttosto tiepida lui esclamava: “ehi, ma allora non capite proprio niente!!!” e tutti scoppiavamo in una allegra risata. Insomma, siamo stati proprio bene quei sette giorni…..

Ora siamo ritornati da Parigi e siamo ripiombati nei nostri piccoli, complicati, inutili problemi quotidiani. Il benefico effetto è durato solo 48 ore ma ne valeva comunque la pena perché  ormai, ne sono consapevole, le cose belle durano sempre troppo poco………..Fortunatamente ho ritrovato Angela che ha volte in quella settimana mi è mancata!

Novembre 2011

 

 

 

 

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