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I 4
MOSCHETTIERI...
...Alla riscoperta di
PARIGI Parigi, 8-15 novembre 2011
Mi è
estremamente difficile descrivere la settimana a Parigi, dopo quanto
presentato dai carissimi amici Agostino (detto IL GENTLEMAN), Gianfranco
(detto IL SOR CONTRARIO) e dal PRINCIPE, al secolo, Attilio.
Mi
perdonerete tutti la scarna e poco dotta scrittura, se paragonata a
quella superba dell’amico Gianfranco e a quella dolce del nostro
Principe.
Ma
così è.
Dunque, mi sono aggregato all’ultimo momento ai tre compagnucci (che
avevano deciso di andare a vedere il torneo di tennis allo stadio di
Bercy), sostituendo l’amico Paolo che per sopraggiunti impegni ha dovuto
rinunciare.
Ben
volentieri ho accettato l’invito, anche se conosco discretamente la
città essendoci andato tre volte, ma Parigi è sempre da riscoprire. E
poi non mi era mai capitato di andare in compagnia di amici, senza donne
al seguito.
E’
stata una settimana meravigliosa, faticosissima, divertente,
spensierata, acculturata, e chi più ne ha ne metta. Per non parlare del
meraviglioso clima, quasi primaverile (che per essere a Parigi è un
evento eccezionale), che ci ha permesso di sfruttare al massimo le
giornate.
Il
Gentleman è stato insuperabile. Come una madre, un padre, un fratello,
ci ha curato, vezzeggiato, servito, guidato con perizia, aiutato nei
momenti difficili, per tutti gli otto giorni. E’ stato infaticabile! Ci
preparava tutte le mattine la colazione;

cucinava e serviva la cena;
organizzava gli incontri con i suoi amici; organizzava i tours
(nonostante i goffi tentativi di interferenza del Sor Contrario), faceva
le pulizie, e rimboccava le coperte (agli amici che vivevano con lui)
nel momento di andare a riposare...Ci ha fatto conoscere Parigi nei suoi
luoghi più intimi e sconosciuti. Ci ha portato a Bercy, il bellissimo
palazzo dello sport; abbiamo scoperto il nuovissimo quartiere della
biblioteca Mitterand, il ponte pedonale ad onde, il canale Saint Martin
lungo il Boulevard R. Lenoir, la simpaticissima e caratteristica Rue des
Mouffetard -dove si incontrano artisti di strada, mercatini, ristoranti,
bar, negozi caratteristici di vario genere-; abbiamo girato in lungo e
largo il quartiere di Montmartre
e Pigalle -dove abbiamo rispolverato e
ricordato alcune nozioni erotiche dei tempi passati-; siamo stati nel
quartiere latino, a San Germain de Press, a Montparnasse, al Pantheon,
alla Defense; abbiamo visto la Sorbonne e visitato il Museo Carnavalet e
il Petit Palais. Abbiamo apprezzato la cucina multietnica di Parigi,
gustando un buonissimo e abbondante CUSCUS al ristorante Bec Fin,
un’ottima cena a base di carne e formaggi grigliati in una brasserie,
una discreta Paella Valenciana alla Casa Pepe, e infine, abbiamo goduto
dello spettacolare tramonto sulla terrazza dei magazzini Printemps
Haussmann. Insomma, abbiamo girato e girato, macinato kilometri a non
finire, salito e disceso a migliaia i gradini delle scale interminabili
delle metro...Un tour-de-force notevole per le mie povere gambe! (ma ho
retto bene!).
Un
solo giorno il nostro anfitrione ci ha abbandonati al nostro destino:
abbiamo approfittato per andare a vedere il bellissimo Museo d’Orsay.
Non
siamo andati nè al Louvre nè sulla Torre Eiffel.
I miei
altri due compagni: il Sor Contrario e il Principe, (quasi) sempre
presenti e all’altezza della situazione.
Sebbene il Sor Contrario c’e l’abbia messa tutta per intralciare la
perfetta organizzazione della settimana che il nostro ospite aveva
predisposto nei minimi particolari, la trasferta francese è riuscita in
pieno e con enorme soddisfazione.
Perchè
dico questo? Valutate voi!
Fin
dal momento della partenza da Roma sono cominciati i problemi. Avevamo
l’appuntamento alle 8,40/9,00 al T3 di Fiumicino, varchi dogana. Io sono
arrivato in orario quando la telefonate di Agostino mi avvertiva che mi
stavano aspettando al gate con urgenza. Vista la lunghissima fila ai
varchi, mi sono precipitato senza indugio e, dopo quasi 20 minuti di
fila, sono corso al Gate, dove però non ho visto nessuno ad aspettarmi.
Il Gentleman aveva scherzato: lui mi aspettava, con Attilio, prima dei
varchi. Si era fatto tardi e di corsa, tagliando tutta la fila, sono
arrivati anche loro, dopo 10 minuti. Ma del Sor Contrario nessuna
notizia. Telefono. Lui era arrivato in quel momento alla stazione
dell’aeroporto. Si erano fatte le 9,50. “Corri”, ha detto Agostino, “c’è
enorme fila ai varchi e sta aprendo il Gate!”. Gianfranco è arrivato
senza fiato e ansimante al gate, dopo 7,5 minuti! SIAMO PARTITI!!!
COME INIZIO, NON ERA MALE! MA NON è FINITA QUI. Il nostro caro
Gianfranco ha pensato bene, per ben tre giorni di seguito, di
dimenticare la tessera metro a casa, costringendo quindi il servizievole
Agostno a tornare sui suoi passi per recuperare il dimenticato. Infine,
non poche volte ha cercato di stravolgere i programmi giornalieri
-predisposti con cura dal nostro anfitrione- con altre proposte
surreali..., ma non c’è mai riuscito, date le nostre ferme opposizioni.
Il
Principe invece ha seguito sempre e senza contestazioni -ad eccezione
del mio caparbio voler andare a prendere il caffè al Napoleon- il
programma stilato da Agostino, nonostante qualche piccola difficoltà
dovuta alla stanchezza. Ogni tanto il Principe ci provava a dire: “ma ci
fermiamo a prendere un drink e riposarci?” Ma inutilmente. Il Sor
Contrario, partiva lungo portato a braccetto dall’amico Gentleman, e noi
due arrancavamo loro dietro!
Il
sottoscritto, essendosi aggregato all’ultimo momento alla compagnia, non
ha avuto l’onore di essere ospite del Gentleman (a Suo dire non c’era
posto per il quarto uomo essendo l’abitazione piccolissima). Pertanto,
SOLO LUI, è stato abbandonato -solo e indifeso- in una piccola, fredda e
anonima stanza di albergo di infimo ordine (ma caro)! Non ha avuto MAI
il piacere di avere le coperte rimboccate, e il bacetto della
“buonanotte”! In compenso, ha avuto L’OBBLIGO di portare, OGNI MATTINA,
la baguette calda e il pane dolce, che è piaciuto tanto al Principe!
Senza ottenere alcunchè di gratificante (che so io: una stretta di mano,
un grazie, un bacetto...).
Questi
sono gli AMICI!!!
Onore
al Sor Contrario che ci ha fatto conoscere un amico di amico italiano
(Maurizio), gestore di un bar-ristorante dove abbiamo gustato un’ottima
cena italiana a base di una superba pasta al nero di seppia. E grazie al
Gentleman che ha organizzato due serate in brasserie con tre altri
simpatici amici italiani, Maria e Mauro e Sandra, la geometra che da
sei anni vive e lavora nella città.
Carissimo Gentleman, quando ci riporti a Parigi?
E quì
concludo. Non ho altro da dire.
Il
Ciccio.

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