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Conosco l’Oktoberfest
di Monaco dal lontano 1971. Ci sono stato con la mia signora, Maria Pia,
mia cugina Rita e il marito Luciano, freschi sposini, approfittando del
fatto che in quella citta’ viveva mia sorella Claudia. Debbo dire che e’
stato amore a prima vista. Infatti il folclore, l’atmosfera che si
respirava, la gente che si incontrava, la musica, mi hanno fatto
immediatamente innamorare di questa stupenda festa.
In un
immenso spazio – chiamato THERESIENWIESE – che per la maggior parte
dell’anno rimane completamente deserto, si svolge la piu’ coinvolgente
festa bavarese. Per due settimane (calcolando che la festa termina
sempre la prima domenica di ottobre), questo luogo si popola di enormi
capannoni e tante giostre per grandi e piccini. E dalle 11 della
mattina, fino alle 11 (inderogabilmente) della sera qui si riversa una
folla inverosimile con l’unico scopo di divertirsi.

A distanza
di piu’ di 30 anni, la festa e’ diventata internazionale, in quanto
richiama moltitudine di turisti, specie italiani; e questo fatto ha
modificato notevolmente l’atmosfera di una volta. Infatti c’e’ piu’
confusione, piu’ caos, e gli italiani si fanno sempre riconoscere per il
loro modo scomposto di partecipazione. Comunque il fascino di questa
meravigliosa festa della birra resta quasi intatto. Si comincia dalle 11
della mattina, come ho accennato sopra; e queste sono le ore piu’
propizie per godersi le peculiarita’ del luogo. In queste ore vengono
per lo piu’ i tedeschi della citta’ e dei comuni limitrofi, abbigliati
con i loro caratteristici costumi.
Le
donne con il KILT, un abito variopinto, gonna larga variopinta,
grembiulino bianco merlettato, camicetta con una generosissima
scollatura (che da piacere agli occhi), e gli uomini con i classici
pantaloncini di pelle tenuti su da grandi straccali colorati, camicia a
scacchi e scarponcini di cuoio. Viene tutta la famiglia: i nonni,
genitori e figli grandi e piccoli. Vengono anche a pranzare gruppi di
lavoro, che riservano intere tavolate molti mesi prima. E via tutti a
bere, mangiare pollo, patatine fritte e ad insalata, maiale, pesce
affumicato, wurstel, crauti, rape, bretzen, e poi a cantare, cantare e
ballare sulle panche, a dondolarsi a suon di musica allacciati a
braccetto in una lunga catena umana.
Questo fino
al primo pomeriggio.
Poi comincia
a scendere l’orda dei barbari. Allora e’ completa bagarre. Nei capannoni
non si trova piu’ un posticino. Si puo’ vedere di tutto. Ubriachi a
braccetto che dondolandosi, arrancano con passo malfermo per la strada,
sempre con il boccale di birra in mano, che sono riusciti a trafugare,
nonostante i severi controlli.

Interminabili file di donne e uomini nei numerosi pissoire vc, che si
trovano ovunque a ridosso dei capannoni, gente di tutte le eta’
riversata nei prati circostanti immersa in un profondo sonno, a smaltire
la sbornia di birra, e allegria, tanta allegria che aleggia sovrana
ovunque. Quest’anno poi, nel periodo in cui sono andato, il tempo e’
stato stupendo. E con il caldo sole pomeridiano, la gente ha riempito
anche tutti gli spazi all’aperto (giardini della birra), posti al fianco
di ogni capannone. Di questi ce ne sono 13 grandissimi, che possono
contenere dalle 1500 alle 6000 persone. Ve li presento uno per uno:
1.
Hippodrome, uno dei piu’ belli;
2.
Fischervroni Augustiner, dove si mangia un buonissimo pesce alla
brace;
3.
Armbrustschutzenzelt Paulaner;
4.
Hofbrau;
5.
Augustiner;
6.
Hacher;
7.
Spaten;
8.
Shottenhamel Spatenbrau;
9.
Pschorr Braurosl;
10.
Paulaner;
11.
Lowenbrau;
12.
Nynphemburg, dove si brinda con lo spumante;
13.
Schutzen.
Ce ne sono
poi altrettanti piu’ piccoli, con una capienza massima di 100-200 posti.
Ogni padiglione ha la sua specialita’ culinaria: pollo, anatra, pesce,
carne di bue,di maiale, lo stinco, i wurstel, ecc.
Infine, la
gente, stanca di bere, mangiare e cantare, si puo’ riversare nello
spazio riservato al Lunapark, dove tra un giro sui “calci in culo”, e
uno sulle montagne russe, uno sulla giostra acquatica e poi ancora sulla
torre volante, si finisce la giornata.
Nonostante
la moltitudine, tutto procede senza incidenti di rilievo, anche perche’
esiste un sistema di sicurezza che prontamente interviene al minimo
accenno di rissa o comportamenti anomali.
Ma Monaco
non e’ solo questo.
E’ una
citta’ bellissima, moderna ed antica nello stesso tempo.
Certo non
antica come Roma, che resta unica nel suo genere e non paragonabile a
nessuna altra citta’ del mondo. Ha comunque il suo magnetico fascino
che, almeno per quanto mi riguarda (ovviamente il giudizio e’
soggettivo), me la fa gustare sempre di piu’, ogni volta che vi torno.
E’ ordinata, pulita, tranquilla; insomma ci si vive bene.
L’unico
inconveniente, almeno per un romano, e’ il suo pessimo clima
continentale; infatti e’ capace, nell’arco di una giornata, di sfoggiare
un caldo sole che fa salire la temperatura ad oltre 30 gradi, per poi
repentinamente veder piombare sulla citta’ nuvole minacciose, cariche di
pioggia, che fanno cadere la temperatura di 10-15 gradi. E forse proprio
per questo i tedeschi amano trascorrere le giornate all’aria aperta,
appena spunta un barlume di cielo sereno. In questi casi allora si
vedono spuntare da ogni parte biciclette e pattini che portano i loro
possessori, grandi o piccini che siano, nei numerosi parchi disseminati
ovunque a Monaco.
In ognuno di questi, si trovano spazi aperti al
pubblico, chiamati BIER GARDEN, dove, sui classici banconi da birra, si
puo’ mangiare e bere con pochi euro, con l’accompagnamento di musica
popolare suonata dal vivo da piccoli complessi.

Inoltre i bambini
possono giocare indisturbati negli appositi spazi allestiti con numerosi
giochi. Il tutto tenuto sempre in ottimo stato ed estremamente pulito.
Ho poc’anzi accennato alla bicicletta. In effetti tale mezzo di
trasporto e’ la regina incontrastata della circolazione. Tutti ne
possiedono una, e tutti la usano, anche con il brutto tempo. In ogni
dove, in citta’ e fuori, ci sono piste ciclabili. E se un pedone non sta
attento, e’ facile restare investiti da un ciclista se viene occupata
involontariamente la loro sede.
Che dire di
piu’? andate a visitare Monaco: ne vale veramente la pena!
Cari saluti,
amici.
Il Ciccio.
Ed ora gustatevi alcune foto |
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