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Primo punto:
per definizione quello che pensa il “Sor Contrario”è esattamente il
contrario di quello che scrive, per cui è da considerare lusinghiera
la benevola attenzione che Egli presta alle coserelle che si vanno
scrivendo sul sito. Le gustose critiche che periodicamente elargisce
ai nostri contributi sono un sollucchero. Arricchisce il sapore di
ogni intervento
Vorrei solo
precisare (con il rischio di essere noioso) che per camminare ci
vogliono i piedi, per sciare ci vogliono gli sci, per navigare ci
vuole una barca, per andare in bicicletta ci vuole la bicicletta.
A meno che il
“Sor Contrario” non abbia un cambio di piedi dopo una camminata, non
butti gli sci dopo una sciata, per comprarsene di nuovi, e
altrettanto faccia con la bici e con la barca, c’è da aspettarsi una
doverosa e legittima cura e manutenzione per i piedi (comprese le
unghie quadrate di cui non conoscevo il beneficio fino a quando non
l’ho letto in internet), per gli sci, per la bici e per la barca.
Paradossi per paradossi.
Secondo punto:
personalmente sono molto soddisfatto di questo effluvio di
contributi al nostro sito. Trovo gradevoli i resoconti di viaggi e
gite, buon ultimo quelle del nostro Principe. E non avrei nulla da
eccepire a quanto sempre il nostro Principe afferma a proposito
della gestione della “Compagnia”. Lo trovo un interevento dovuto,
ben pensato e ben scritto. Naturalmente si aprirà una discussione,
immancabilmente aperta dal solerte “Sor Contrario”.
Terzo punto (e
finisco): a proposito del di cui sopra vorrei precisare che
il giorno della camminata alle grotte di Celano ero distante
duecentocinquanta chilometri da Roma e ho dovuto giocoforza
declinare l’invito che il buon Agostino mi ha fatto per telefono.
Comunque,
sempre a proposito, vorrei introdurre un argomento tirato fuori
proprio da papa Ratzinger. Non sono un granché credente, ma quando
parla un Papa…..
Questa era la notizia che si notava di più nelle prime
pagine di tutti i quotidiani di qualche giorno fa: “Il Papa
esorta a dedicare più tempo al riposo.
Occorre guardarsi dai pericoli di un’attività eccessiva, qualunque
sia la condizione e l’ufficio che si ricopre, perché le molte
occupazioni conducono spesso alla “durezza del cuore”, "non sono
altro che sofferenza dello spirito, smarrimento dell’intelligenza,
dispersione della grazia.
L’ammonimento vale per ogni genere di occupazioni, fossero pure
quelle inerenti al governo della Chiesa, ma soprattutto a chi
pratica con eccessiva continuità il tennis, lo sci, la corsa
campestre, la bicicletta, la barca, il burraco e a sera, porta pure
fuori il cane a pisciare”.
Papa Ratzinger,
poi, citando il “Sor Contrario” o, scusate, San Bernando da
Chiaravalle, definisce esemplare l’impegno con cui lottò per
dominare il suo temperamento impetuoso, come pure per l’umiltà con
cui seppe riconoscere i propri limiti e manchevolezze».
Infine, due
studiosi giapponesi (Liu e Tanaka, ma per me potrebbero essere anche
Toyota e Suzuki) hanno accertato che l’eccessivo impegno e la
tensione che ne consegue sono associati a ipereccitazione del
sistema simpatico. Lo stress relativo può causare forti sintomi di
depressione, nonché, aggiungo io,
illusioni e
delusioni. Ma a questo punto (questa l’ho trovata su internet) vale
la tesi che “a condizionare il peso delle une sulle altre è il
confine reale che si traccia tra visione positiva e negativa della
vita, senza cadere nella caricatura dell’ottimismo a tutti i costi”.
Diceva
Groucho Marx: “Quando avevo 12 anni volevo avere la fidanzata.
Quando ne ebbi 14 finalmente la trovai, ma non era appassionata,
quindi decisi che avevo bisogno di una ragazza passionale, con
voglia di vivere. Al liceo uscivo con una ragazza passionale, però
era molto emotiva. Per lei era tutto terribile, era la regina dei
drammi, piangeva tutto il tempo e minacciava di suicidarsi. Fu
allora che capii che avevo bisogno di una donna stabile. Quando ebbi
22 anni incontrai una donna stabile, però era noiosa. Era totalmente
prevedibile e non la eccitava niente. La vita era così noiosa che
decisi di cercare una donna emozionante. A 24 anni incontrai una
donna emozionante, però non reggevo il suo ritmo. Passava da una
cosa all'altra senza fermarsi mai, faceva cose impetuosamente e
litigava con chiunque incontrasse. All'inizio ero divertito ed
energizzato, però capii che era una storia senza futuro. Decisi così
di cercare una donna ambiziosa. A 26 anni la incontrai:
intelligente, ambiziosa e con i piedi per terra. Era una collega.
Era così ambiziosa che se la fece con il mio capo e si prese il mio
posto. Adesso, a 30 anni, cerco una donna con le tette grosse...”

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