Presentazione della mostra

 

 
 

 La composizione pittorica a due mani (di Francesca e Mario) che viene presentata agli amici della Compagnia è un sublime esempio di come l’espressione spontanea, fantasiosa, libera di librarsi, della ubbidiente mano di una seienne si fonde in modo sinergico e ancestrale con i profondi e determinati toni cromatici che il nonno sa sovrapporre, ineluttabili segni di passate memorie, riletti con animo sereno per tracciare percorsi sicuri di vita a Francesca che si sta incamminando.

Riportiamo, per meglio far comprendere la composizione pittorica a due mani a chi della Compagnia possa avere qualche difficoltà (sicuramente nessuno!) quanto un famosissimo critico d’arte assiro-babilonese ancora vivente INNAN OIRAM ha saputo scrivere dell’espressione a due mani:

 “Questi dipinti sono, in realtà, opere di proiezione in cui s’incunea la voglia e la volontà di dominare colori e forme per dirigere un equilibrio. 

Non basta riconoscere questa pittura nella sua sempre più compatta e coerente risultanza artistica, ma è necessario sommuoverla, interrogarla, se possibile decifrarla, in tutta la sua pregnanza di simboli, di significati, di valori.

La forza maggiore, e la suggestione primaria di questa singolare pittura imprevedibile è d'essere nello stesso tempo ermetica ma contagiosa. In altre parole, o con un'altra immagine, è una pittura che non dà una risposta netta sulla sua matrice di mistero, ma che però suscitando in noi una lunga serie di domande assedianti finisce talmente a introdurci in quel mistero, che pure restando occulto dà l'impressione tuttavia d'essersi comunicato e trasmesso a ognuno di noi in sosta davanti a un suo quadro.”

 

 P.S Vi sarà  capitato di leggere la presentazione  di una mostra  di un pittore qualsiasi.  Scriverla non è difficile. Si somigliano tutte. D’altra parte un catalogo  non si nega a nessuno. Anch’io ci ho provato. Ho scopiazzato qua e là e sopra avete letto qualche amena c…a.  In realtà, si tratta di opere che un nonno ha realizzato su disegni della sua nipotina. L’unico merito di questo nonno è quello di dare un enorme importanza al disegno infantile perché i bambini sono portati a semplificazioni formali. L’immaginazione riconquista i suoi diritti. È il tentativo, insomma, di individuare quello sguardo sgombro, aperto alla sorpresa e allo stupore, che naturalmente hanno i bambini. E Freud aggiunge che il sogno e la fantasia sono una sorta di realtà assoluta. È  importante poter liberare l’immaginazione dalla logica comune, è necessario liberare la mente dalla ragione, così da non essere più condizionati da preoccupazioni estetiche e morali.

                           Alla mostra (presentazione di Anna Silvia)

                                        (Occorre aspettare un po')

 

 

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