SACRO E PROFANO

 Gianfranco Innocenzi

Agli inizi di ottobre sono andato con Lira, le mie ragazze, i loro ragazzi e mia moglie all’Oktoberfest. Mi hanno colpito tre mete di questo breve, ma intenso viaggio, per le contrastanti impressioni suscitate, oscillanti dal vino al…divino, delle quali desidero parteciparvi. Essendo ancora uno statistico, sia pure in time-out, non posso esimermi dall’inserire alcuni riferimenti numerici; come over, peraltro, non posso non sentenziare qua e là dall’alto della veterana saggezza .... unanimemente riconosciutami (SIC!).

Bicchieri, boccali e.... toccatine - Talora si associa il bicchiere di alcool alla malinconica figura del bevitore che in solitudine o frustrazione cerca di dimenticare qualcosa di spiacevole. In questi casi il bicchiere - come una droga - aiuta a liberare da pensieri che tormentano spegnendo la luce quando non si riesce a vedere altro che un un mondo freddo e incolore. Ma quando se ne impossessano persone in buona vena, lo stesso bicchiere traspare allegria, aggregazione, spensieratezza e baldoria. Le allegre brigate se lo contendono e se lo passano, attirati più da un brindisi che da sterili dissertazioni sui grandi temi mai risolti, come quelli della vita e della morte. E allora? Allora willkommen all’Oktoberfest di Monaco, la festa più pazza del mondo!

Foto 1- Oktoberfest 2004 (Foto Innocenzi)       

Foto 2 – In disordine sparso i camperisti italiani presidiano le strade

con accesso alle numerose wiesn di Monaco (Foto Innocenzi)

In effetti, bicchieri di vino e boccali di birra creano sodalizi anche tra mondi diversi propiziando gioiosi baccanali, sia di qua che di là delle Alpi. E’ questa di Munchen una tradizione vissuta e interpretata annualmente secondo rituali immutati da quasi due secoli, che sempre rinasce con la stessa aspettativa, nello stesso luogo e nello stesso periodo. Alle 10 del 18 settembre 2004, fedele al cerimoniale, il sindaco di Monaco ha stappato la prima botte di birra ed ha brindato ai propri cittadini: subito dopo migliaia di altre botti sono state stappate per riempire in continuazione milioni di boccali nelle due settimane seguenti, brindisi dopo brindisi. Perché si chiama Oktoberfest se in massima parte si svolge a settembre? La prima festa si tenne il 12 ottobre 1810, in onore del matrimonio del re Massimiliano II di Baviera, padre dell’erede alla Corona bavarese (il futuro Ludwig II) e terminò il 17 dello stesso mese, con una corsa di cavalli. La prima tenda per i festeggiamenti (schottenhamel tent) fu quindi effettivamente innalzata in ottobre ma, successivamente, la festa fu anticipata per evitare il periodo delle piogge e per permettere al pubblico di godere di serate più calde e più luminose nelle strade del grande Luna Park.

Foto 3 - Bevendo sotto la pioggia (Foto Innocenzi)

Oggi simbolicamente la festa saluta l’estate che muore e segna l’inizio delle stagioni di feste autunnali e invernali, più fredde, ma non per questo meno allegre. Quell’antico tendone oggi si è 12-plicato, in attesa di ulteriori tendoni da  allestire l’anno prossimo in modo che aumenti il numero di fortunati che possano entrare nelle die wiesn,  (i tendoni allestiti dalle fabbriche di birra monegasche) al riparo dai temporali: ma teutonicamente la maggior parte si accontenta anche  dei tavoli all’aperto in quanto, che piova o meno, qui nessuno se ne accorge.

 

Girando qua e là si osservano gustose scenette da vecchie sagre paesane: compassati signori che ostentano pomposamente caratteristici costumi di foggia sud-tirolese, fatti con pelli scelte e ornate di alamari e ricami artistici; l'altro sesso – ragazze graziose e spensierate - ostenta cortissimi vestitini di cotone, dai colori accesi e dai ricami policromi, e sono un ulteriore invito  alla festa pervasa a volte  da esaltazione collettiva, mentre a volte il business si palesa  come inesorabile strumento valido a  spillare soldi non solo al mondo pangermanico ma al mondo intero. Quà e là qualche italiano (i soliti italiani o pseudo-italiani?) molla un pizzicotto sulle kiappetten delle  majorette, forse per sincerarsi che siano in carne ed ossa, tanto sono perfette! Ma per queste grazie l'offesa non dura e si rimettono prontamente in strada, bendisposte a  ..... una nuova toccatina!

   Foto 4 - Costumi tipici all'Oktoberfest  (Foto Innocenzi)

Noi romani, insensibili anche alle stesse lotte dei gladiatori - se ricominciassero giù al Colosseo - difficilmente ci appassioniamo in divertimenti ludici di carattere popolare (abbiamo lasciato decadere a feste rionali quelle  famose di S. Giovanni, De Nojantri, i famosi Cocci dell’anno Nuovo, ecc.: forse perchè ci ricordiamo ancora di vecchie storie - chiamate allora ludes et circenses - a bella posta concepite per fregarci lungamente nei secoli ….. e perciò abbiamo preso a diffidare anche di storie nuove perchè ormai sappiano che, prima o poi, qualche altra fregatura ce l'avrebbero data  ancora. I tedeschi, invece, che di fregature ne hanno prese poche nella vita, si gettano in  full immersion nella festa che ritengono più importante del Carnevale di Venezia, delle corride spagnole, del Palio di Siena, di  Fuorigrotta di Napoli, delle scorribande del BUONBICCHIERE, ecc.   La stessa denominazione di festa di ottobre, senza altra indicazione, per essi indica senza ombra di dubbio, la Oktoberfest e nient'altro.

Foto 5 - Brindisi al Virtualienmarkt (Foto Valeria)

Al Luna Park è stato facile confonderci nella massa e in due giorni abbiamo fatto il pieno di Oktoberfest - senza mai annoiarci - cercando di arraffare in mezzo alla folla salsicce (wurst), verza condita (sauerkraut) e tante, tante brocche di spumeggiante e fresca birra. Ci siamo  poi recati presso il sacro wiesn di Munchen, la Hofbrauhouse (quella dell’attentato a Hitler) nota in tutto il mondo con la sigla HB.Un’orchestrina e uno spettacolo organizzato convincono subito commensali indigeni e stranieri (costoro qui si sentono come a casa loro) sparsi sui tre piani della wiesn a bere a ritmo di  valzer e a cantare in coro a suon di   brindisi  intervallati da esibizioni virtuosistiche consistenti nello sgarganellarsi un intero boccale di birra tutto di un fiato (credo che qui siano interpretate le massime manifestazioni di virilità)!

                    

 

Foto 6a e 6b – Il tempio wiesn della Hofbrauhouse di Monaco (Foto Innocenzi)

 Naturalmente, prima e dopo la sagra della birra, per caso, abbiamo fatto un pò di turismo con tanto di visita ...

 

 

 

............ alla Marienplatz, centro e cuore della città:

 

 

 

 

Foto 7 - Turisti alla Marienplatz

 

.......alla Viktualienmarkt, il mercato più popolare della città........

Foto  8, 9, 10, 11 - Comari ..... compari e altre delikatessen al Virtualienmarkt (Foto Innocenzi)

..................e al bellissimo Nymphenburg.

Foto 12 - Il parco del Nymphemburg (Foto Innocenzi)

 

Lasciata a malincuore Munchen, sulla strada del ritorno abbiamo toccato il lago di Stramberger See parcheggiando il camper al centro della deliziosa cittadina di Schongau per passarvi la notte. Mentre  cercavamo una Gasthofe per una breve cena, prima della strameritata dormitina, il suono orchestrale che giungeva da un palazzo al centro del paese ci ha fatto salire fino al primo piano dove ci si è presentato uno spettacolo impensabile in un paesino così piccolo: un mega wiesn, grosso come la Sala della Lupa del nostro Campidoglio con 9 tavolate lunghe circa 70-80 metri, ospitava centinaia di commensali seduti uno di fronte all’altro. Un conduttore, instancabile e trascinante, convinceva a suon di orchestra i commensali a mandare giù un boccale dietro l’altro. Ci hanno fatto sedere e ci hanno ospitato per tutta la serata come vecchi amici. Ad un certo punto, hanno eletto il più rappresentativo bevitore di birra della serata: l'eletto doveva incarnare il detto che chi beve birra campa cent'anni. Ho avuto la nomination forse perchè dimostravo buona salute o (a detta di qualche maligno) perchè potevo benissimo essere scambiato per  un ultracentenario. Dunque, troppo giovane per vincere ma …. spero di rifarmi fra qualche anno, quando avrò più dimestichezza con i boccali. Successivamente, ho parlato e danzato con la tedesca che mi aveva prescelto e il prossimo anno verrà a Roma. Che avete capito? Verrà con suo marito, beninteso, e per Anna e per me sarà un'occasione per contraccambiare la premurosa ospitalità ricevuta da tutti i tedeschi, da Monaco a Schongau.

Foto 13 - Una fase dell' elezione del tipo che impersona il detto: "Chi beve birra campa cent'anni". Nomination: Innocenzi. Foto:  anche

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