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Già dipendente dell’Istat (non ricorda più cosa cavolo abbia fatto là dentro per 40
anni), Mario sta viaggiando speditamente per i 68, ma non se ne è
accorto perché ha tante cose da fare:
• aprire il
computer appena alzato (intorno alle 7 e rimanerci per circa 2 ore) dopo
aver fatto le abluzioni quotidiane e la colazione,
• camminare
un’oretta, alla media consolidata di 6 Km orari, con la scusa di
prendere il giornale,
• condurre, poi,
una vita grama: non gioca a tennis ( ha smesso una diecina di anni fa,
perché non prendeva più una palla); non scia ( ha sciato una diecina di
volte, alla fine degli anni 80’, poi per due o tre anni non ha più
nevicato intorno a Roma e quindi l’interesse è scemato); ha navigato
molto sui traghetti della Tirrenia verso la Sardegna, d’estate e
d’inverno, anche con mare forza 9 o 10. È salpato spesso con la
motobarca Patrizia che dal cancello 4 di Castelporziano conduce fino
al cancello 7 e ritorno,
•usare spesso in
casa una ciclette, ma possiede anche una stupenda bici Bianchi con cui
corre nel complesso residenziale. Qualche anno fa arrivava fino ai
Castelli,
•leggere con
continuità di tutto, dai manifesti stradali, alle brochure pubblicitarie
che arrivano per posta, libri di ogni genere: in questo periodo
soprattutto romanzi, raramente saggistica,
•vedere bei film
come capita: DVD, SKY, cinema Stardust,
•giocare a
ramino con la nipote Francesca di otto anni, che riesce raramente a
battere,
•scrivere cazz…
come quella che sto scrivendo adesso,
•vivere,
nonostante tutto.
Ha avuto un
cane, Zero, morto di vecchiaia, che era un vero amico.
Qui di seguito descrivo in modo
succinto i primi 10 anni della mia vita. A richiesta, il resto. |