Il "panegirico" di Gianfranco

 
 

Caro Ciccio,

 Passati i giorni torridi di questa meravigliosa estate Italiana, per tuo desiderio, ci ritroviamo a bisbocciare tutti assieme. Quella di stasera, però, non è una bisbocciata qualunque ma una “bisbocciata ad personam” per magnificare un momento cruciale della vita di un eminente membro del sodalizio, anche se su di te più volte molti dei tuoi amici sono intervenuti con sermoncini che, però, hanno sempre avuto scarso successo. Perché tu sei stato sempre fedele al motto di non permettere agli amici di cambiarti perché “chi non ti accetta come sei, non è un vero amico” e tu – purtroppo – hai sempre voluto essere te stesso, e non solo tra gli amici. Questa sarebbe una virtù rara, in un Paese come il nostro, ma per te, purtroppo, quest'atteggiamento ha più aspetti negativi che positivi.

Ma in circostanze come questa è prassi avere la bocca piena di zucchero soprattutto per confettare parole gradite all’amico che offre la cena. E poi, questa è una serata veramente speciale: innanzitutto perché ti vediamo “in gamba”, ossia, su tutte e due le gambe, avendo gettato da alcune settimane protesi, cattivi pensieri e quant’altro ti tenesse lontano dalle attività del nostro sodalizio, specie da quelle che – con un certo eufemismo - denominiamo “attività sportive”. E, in secondo luogo, per festeggiare l’altro evento che ci riporta al tempo in cui parlavamo solo di Istat, o FFSS, o di Videocolor, o di Banche, ecc. per te terminato da poco mentre per molti di noi, chi più chi meno, è un ritorno a un passato ormai obsoleto.

Anche se ogni persona della ns compagine è unica e insostituibile, con te  questa volta, eccezionalmente, viene facile tessere un elogio per come hai deciso e affrontato i due eventi che stasera festeggiamo: l’esito dell’intervento sanitario e il pensionamento.

Per quanto riguarda il primo … avevamo un amico che era ormai come un vaso incrinato: i vasi incrinati sono quelli che non si rompono mai del tutto ma che non sono neppure in uno stato da poterli trattare normalmente. Certo, finora nessuno ti avrebbe definito un eroe anche perché, per essere tale, uno deve avere l’occasione per dimostrarlo, cosa che finora a te era mancata. In questa circostanza ti abbiamo conosciuto meglio e abbiamo capito che per te non è saggio farsi avanti per ricevere i guai, ma lo è invece l’andare loro incontro per vincerli. E tu lo hai fatto in modo risoluto e riservato, insomma, con stile. Permettimi di ricordare, a questo proposito, uno dei momenti più brutti della vicenda, quando alcuni di noi sono venuti a trovarti in ospedale: eravamo tristi perché pensavamo di andare a confortare un malato ma dopo un po’ ci hai messo tutti di buon umore perché con la tua immancabile allegria, eri stato tu a confortarci e renderci allegri assieme a tutti i pazienti della camerata nel frattempo divenuti tuoi amici.

Per la seconda circostanza, quella del pensionamento, vorremmo semplicemente ricordare che tu, a differenza di qualche tuo ex-collega, non ti sei mai onorato del posto che occupavi ma lo hai sempre onorato. Anche se qualcuno di noi pensionati ricorda che quando ti veniva a trovare ti lamentavi perché volevi essere libero come noi: ma da domani non vorremmo sentire lamenti perché vorrai tornare a lavorare. Ma su questo punto, più in generale, vorremmo ricordarti che nonna ENPDAI è un po’ più tirata di mamma Istat e, inoltre, inflazione, tasse regionali, comunali, AMA, IVA, UVA, contributi a nipotini tedeschi, bischerate sempre con amici, trasferimenti negli USA, ecc. ecc.; e, inoltre, le nuove spese per cancelleria, toner, carta fotografica, penne biro, carta per la stampa, telefonate private, ecc. che ora devi pagarti, nel tempo ti/ci faranno vedere la vera realtà dei pensionati. Ma stasera è meglio non toccare argomenti pesanti.

Ed anzi, vediamo che ti sei già  organizzato nel nuovo stato perché, se è vero che alla ns età le occasioni per rallegrarci sono rare, in una serata tu ne hai trovate due al costo di una, entrambe doppiamente gustose perchè i traguardi raggiunti a prezzo di fatica e coraggio si gustano doppiamente. Dai quindi un calcio a tutte le paure, perchè una serata come questa ti riscatta di tutti i ricordi grigi perchè l’importante è uscirne.

Perciò, caro Maurizio, visto che uno viene giudicato per gli amici che ha, da stasera entra anche tu a pieno titolo in quello che hai definito  “vecchiume” che ben raffigura la tua nuova condizione di neopensionato, con l’augurio di non sentirti vecchio tra vecchi, perchè il divertimento comincia ora. Anche se sarai presto sommerso da dubbi amletici… ovvero: quando riuscirò ad andare a Melfi? Cosa guarderò in TV? Parteciperò al torneo di bridge o di burraco? Cosa mangerò a pranzo e cosa a cena? Ma non ti preoccupare, supererai anche queste difficoltà!

Per ricordare questo giorno ti abbiamo regalato uno zoom per la tua Lumix che, per il noto “effetto telescopico”, ti sembra di poterlo toccare ma in realtà esso è lontano ancora qualche giorno-luce. Con questo regalo però tu ci devi promettere di continuare la tua mission di fotografo onnipresente sui luoghi delle ns bischerate non per soddisfare la nostra vanità ma per testimoniare la storia della ns bella compagine che dimostra che si può essere amici per sempre, anche quando cambia la vita, e che si resta amici per sempre, anche quando le feste finiscono!

Da parte mia e da tutti noi, un ringraziamento per la serata e cari auguri per il tuo avvenire.

Gli amici presenti alla Dea di Roma

 

(Seguono le firme di tutti gli amici) 

  

La Dea di Roma, 10/9/2009

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