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Caro Ciccio,
Passati i
giorni torridi di questa meravigliosa estate Italiana, per tuo
desiderio, ci ritroviamo a bisbocciare tutti assieme. Quella di stasera,
però, non è una bisbocciata qualunque ma una “bisbocciata ad personam”
per magnificare un momento cruciale della vita di un eminente membro del
sodalizio, anche se su di te più volte molti dei tuoi amici sono
intervenuti con sermoncini che, però, hanno sempre avuto scarso
successo. Perché tu sei stato sempre fedele al motto di non permettere
agli amici di cambiarti perché “chi non ti accetta come sei, non è un
vero amico” e tu – purtroppo – hai sempre voluto essere te stesso, e non
solo tra gli amici. Questa sarebbe una virtù rara, in un Paese come il
nostro, ma per te, purtroppo, quest'atteggiamento ha più aspetti
negativi che positivi.
Ma in
circostanze come questa è prassi avere la bocca piena di zucchero
soprattutto per confettare parole gradite all’amico che offre la cena. E
poi, questa è una serata veramente speciale: innanzitutto perché ti
vediamo “in gamba”, ossia, su tutte e due le gambe, avendo gettato da
alcune settimane protesi, cattivi pensieri e quant’altro ti tenesse
lontano dalle attività del nostro sodalizio, specie da quelle che – con
un certo eufemismo - denominiamo “attività sportive”. E, in secondo
luogo, per festeggiare l’altro evento che ci riporta al tempo in cui
parlavamo solo di Istat, o FFSS, o di Videocolor, o di Banche, ecc. per
te terminato da poco mentre per molti di noi, chi più chi meno, è un
ritorno a un passato ormai obsoleto.
Anche se ogni
persona della ns compagine è unica e insostituibile, con te questa
volta, eccezionalmente, viene facile tessere un elogio per come hai
deciso e affrontato i due eventi che stasera festeggiamo: l’esito
dell’intervento sanitario e il pensionamento.
Per quanto
riguarda il primo … avevamo un amico che era ormai come un vaso
incrinato: i vasi incrinati sono quelli che non si rompono mai del tutto
ma che non sono neppure in uno stato da poterli trattare normalmente.
Certo, finora nessuno ti avrebbe definito un eroe anche perché, per
essere tale, uno deve avere l’occasione per dimostrarlo, cosa che finora
a te era mancata. In questa circostanza ti abbiamo conosciuto meglio e
abbiamo capito che per te non è saggio farsi avanti per ricevere i guai,
ma lo è invece l’andare loro incontro per vincerli. E tu lo hai fatto in
modo risoluto e riservato, insomma, con stile. Permettimi di ricordare,
a questo proposito, uno dei momenti più brutti della vicenda, quando
alcuni di noi sono venuti a trovarti in ospedale: eravamo tristi perché
pensavamo di andare a confortare un malato ma dopo un po’ ci hai messo
tutti di buon umore perché con la tua immancabile allegria, eri stato tu
a confortarci e renderci allegri assieme a tutti i pazienti della
camerata nel frattempo divenuti tuoi amici.
Per la seconda
circostanza, quella del pensionamento, vorremmo semplicemente ricordare
che tu, a differenza di qualche tuo ex-collega, non ti sei mai onorato
del posto che occupavi ma lo hai sempre onorato. Anche se qualcuno di
noi pensionati ricorda che quando ti veniva a trovare ti lamentavi
perché volevi essere libero come noi: ma da domani non vorremmo sentire
lamenti perché vorrai tornare a lavorare. Ma su questo punto, più in
generale, vorremmo ricordarti che nonna ENPDAI è un po’ più tirata di
mamma Istat e, inoltre, inflazione, tasse regionali, comunali, AMA, IVA,
UVA, contributi a nipotini tedeschi, bischerate sempre con amici,
trasferimenti negli USA, ecc. ecc.; e, inoltre, le nuove spese per
cancelleria, toner, carta fotografica, penne biro, carta per la stampa,
telefonate private, ecc. che ora devi pagarti, nel tempo ti/ci faranno
vedere la vera realtà dei pensionati. Ma stasera è meglio non toccare
argomenti pesanti.
Ed anzi, vediamo
che ti sei già organizzato nel nuovo stato perché, se è vero che alla
ns età le occasioni per rallegrarci sono rare, in una serata tu ne hai
trovate due al costo di una, entrambe doppiamente gustose perchè i
traguardi raggiunti a prezzo di fatica e coraggio si gustano
doppiamente. Dai quindi un calcio a tutte le paure, perchè una serata
come questa ti riscatta di tutti i ricordi grigi perchè l’importante è
uscirne.
Perciò, caro
Maurizio, visto che uno viene giudicato per gli amici che ha, da stasera
entra anche tu a pieno titolo in quello che hai definito “vecchiume”
che ben raffigura la tua nuova condizione di neopensionato, con
l’augurio di non sentirti vecchio tra vecchi, perchè il divertimento
comincia ora. Anche se sarai presto sommerso da dubbi amletici… ovvero:
quando riuscirò ad andare a Melfi? Cosa guarderò in TV? Parteciperò al
torneo di bridge o di burraco? Cosa mangerò a pranzo e cosa a cena? Ma
non ti preoccupare, supererai anche queste difficoltà!
Per ricordare
questo giorno ti abbiamo regalato uno zoom per la tua Lumix che, per il
noto “effetto telescopico”, ti sembra di poterlo toccare ma in realtà
esso è lontano ancora qualche giorno-luce. Con questo regalo però tu ci
devi promettere di continuare la tua mission di fotografo onnipresente
sui luoghi delle ns bischerate non per soddisfare la nostra vanità ma
per testimoniare la storia della ns bella compagine che dimostra che si
può essere amici per sempre, anche quando cambia la vita, e che si resta
amici per sempre, anche quando le feste finiscono!
Da parte mia e
da tutti noi, un ringraziamento per la serata e cari auguri per il tuo
avvenire.
Gli amici
presenti alla Dea di Roma
(Seguono le
firme di tutti gli amici)
La Dea di Roma, 10/9/2009
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foto
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