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IL “MIO”
VIAGGIO IN TURCHIA (15-23 maggio 2010)
( Brevi
considerazioni su un evento che non dimenticherò…)
di
Attilio
Pighetti
Andiamo in Turchia? Dai, sarà un viaggio bellissimo…si comincia sempre
così…e il sottoscritto non impara mai…
D’accordo, dico. Guardo, superficialmente purtroppo, l’itinerario di
viaggio e annoto mentalmente città e luoghi che sono sicuramente
nell’immaginario collettivo di tutti noi: Istanbul (la culla delle
civiltà, con il fascino delle mille moschee e dei Tesori del Topkapi),
la Cappadocia dei camini di fata, Konya e i Dervisci danzanti,
Pamukkale e le sue suggestive terrazze calcaree, le rovine di
Aphriodisias, Efeso e poi e poi………ecco questo è l’aspetto che
ingenuamente, in quel momento, ho sopravvalutato………..
Quando giro per Roma, la mia amatissima città, mi capita spesso di
imbattermi in gruppi di turisti sballottati da una rovina (
storica, naturalmente…) all’altra, seguendo come un gregge la guida che,
innalzando al vento un piccolo segno di riconoscimento, ti costringe a
tour de force estenuanti perché ha un itinerario da seguire, perché ti
deve ad ogni costo fare vedere quei monumenti ( e solo quelli …..) che
sono indicati nel “pacchetto” che hai acquistato. Li ho sempre compatiti
e mi ero sempre chiesto cosa li avesse spinti ad una tale scelta. ORA LO
SO.
E’
la superficialità, l’ignoranza di quello che li aspetta poi nel viaggio,
la pigrizia mentale (perché tutto ti viene sciorinato da una persona
preposta e non devi pensare a nulla) che li spinge a fare quella scelta
fatale e, insomma, come avrete ormai capito, ci sono andato, in Turchia,
e sono anche tornato, ma a quale prezzo… In sette giorni di permanenza
in Turchia ( il “pacchetto” era di 9 giorni di cui il primo e
l’ultimo erano di trasferimento da Roma a Istambul e viceversa, ho fatto
la bellezza di circa 2.600 km, in pullman (comodo e bello, anche se il
primo giorno si è rotto costringendoci ad una parte di viaggio stipati
in un pullman di soccorso….) cioè circa 360 km al giorno. Ho cambiato
albergo ogni sera (belli per la verità, pieni di strutture da sfruttare
per il benessere corporale e dello spirito (come saune, bagni turchi,
piscine,ecc) non avendo mai la forza fisica per godermeli tanto ero
stremato dalle fatiche quotidiane… e poi, parliamoci chiaro, non è che
il sottoscritto sia mai stato un cultore di musei e di vestigia del
passato, quindi….. Mi giustifico dicendo, fra me e me, che essendo nato
e vissuto a Roma sono impregnato di queste cose e per questo non le
apprezzo……..bugie! la verità che avendo fatto degli studi scientifici
(liceo scientifico, scienze statistiche……) queste cose non sono nel mio
dna…….e quindi dal mio punto di vista, andare a vedere un Monumento o un
Museo con una persona che in brevissimo tempo ti ammannisce quattro
“notiziole” su quello che stai vedendo costituisce il massimo della
goduria, però c’è un limite a tutto. Siamo partiti alle 8 del mattino di
domenica 16 maggio 2010 (anzi alle 8,30 perché un membro del gruppo
aveva dimenticato il cellulare nella stanza d’albergo….) e abbiamo
terminato la nostra corsa attraverso la Turchia alle 20 del sabato
successivo, senza un attimo di respiro, alzandoci anche due volte anche
alle 5 del mattino, senza avere mai avuto la possibilità di aggiungere o
togliere nulla al “pacchetto” viaggio che avevamo acquistato…
C’è
da dire che le modalità del viaggio hanno avuto il risvolto positivo di
creare fra noi un forte spirito di gruppo perché il fatto di stare tante
ore in un ambiente così ristretto come quello del pullman ha finito per
far emergere aspetti amicali che mi hanno del tutto sorpreso. Come per
esempio Gianna e Giuseppe, una coppia di genovesi che all’inizio del
viaggio stavano sempre isolati, seduti in fondo al pullman assieme e
me…, ma che alla fine si sono piacevolmente integrati con noi; oppure
Liliana e Daniela due signore milanesi che hanno amorevolmente tenuto
d’occhio l’anziana mamma che, a dir la verità ha dimostrato una fibra di
altri tempi sorbendosi le fatiche dei trasferimenti senza mai
lamentarsi, come invece facevano personaggi ben più giovani…
Insomma, come succede di frequente nella vita, c’è sempre un risvolto
positivo, basta saperlo trovare……come per esempio il piacevole
intermezzo costituito della consueta, stravista,”danza del ventre”
eseguita, udite, udite, da una spettacolare “artista” Russa…. Si avete
capito bene, la danzatrice , fra l’altro mooolto bella e brava, non era
Turca….

Cosa
dire del viaggio………..La Turchia mi ha sorpreso…… nel mio immaginario mi
aspettavo di incontrare una popolazione dove tutti i maschi avevano i
baffi neri e in testa portavano il fez (credo si chiami così il cappello
rosso a forma di tronco di cilindro rovesciato, terminante con un
cordoncino a cui è appeso un piccolo pennacchio, personalmente mi
ricordava il copricapo dei nostro Bersaglieri, ma forse mi sbaglio…)
mentre le donne portavano tutte il velo a nascondere il viso… ebbene
questa “mise” ce l’avevano solo le persone preposte al pubblico nei bar,
nelle gelaterie, nei ristoranti, mentre la gente comune vestiva
assolutamente all’occidentale indossando quei capi di vestiario (Jeans,
t-shirt di ogni genere, scarpe da tennis di marca nota… ) che le
multinazionali dell’abbigliamento “vomitano” in tutti i negozi del
mondo, insomma la Turchia ha ben assimilato i comportamenti occidentali
dal lato del consumismo favoriti forse dal fatto che il Paese è, ormai
da molto tempo, uno stato laico in cui la stragrande maggioranza della
popolazione è di credo islamico sunnita, un’importante eccezione nel
mondo arabo.
Di
tutto quello che ho “visto” in questo viaggio mi soffermerò solo su due
cose: Istanbul e la Cappadocia perché sono quelle che mi hanno più
colpito.
Chi
non conosce Istanbul, almeno di nome? Adagiata su entrambe le sponde
dello stretto del Bosforo da un lato guarda a occidente e dall’altro a
oriente, una condizione secolare che la rende una delle città più
affascinanti del mondo. Sono rimasto impressionato dai due enormi ponti
che uniscono i due continenti. Li attraversa un fiume continuo di
automobili che, nel breve tempo di un sospiro, passano da un continente
all’altro per andare a lavorare, per andare a fare spese, insomma per
svolgere le normali, quotidiane, attività che la vita di tutti i giorni
richiede….Fantastico!


Unica città al mondo a essere costruita su due continenti, la Istanbul
europea ricalca le antiche tracce dell’insediamento greco sul versante
europeo del Bosforo mentre nella parte asiatica lo scenario muta
radicalmente ed è un susseguirsi di minareti, vecchie cupole, ville
ottomane, intricati vicoli che si perdono in giardini e cortili interni
aperti su palazzi da mille e una notte, una tipologia, per noi
occidentali, piena di fascino e di mistero.

SANTA SOFIA
Siamo arrivati ad Istanbul, provenienti dall’Italia, verso l’imbrunire
e appena sistemati in albergo (centrale per la verità….) siamo usciti
alla scoperta della città e di un ristorante per cenare...dopo una
passeggiata di nemmeno cinque minuti ci siamo imbattuti in una via
percorsa al centro da un tram carico fino all’inverosimile di turisti
che venivano trasportati da una capo all’altro di questa lunghissima
strada. ,

LA STRADA
Lo
spettacolo offerto dal contesto era quanto di più occidentale si possa
immaginare: un susseguirsi di negozi e vetrine che esponevano merce
occidentale, ristoranti e pizzerie di ogni genere e per tutte le tasche,
gelaterie e piccoli negozietti che esponevano merce locale,

GELATERIA
frotte di giovani (non mi sono sembrati, affatto, turisti…) che
percorrevano questa strada con l’andatura indolente tipica dello
“struscio” ( quella andatura che si incontra nelle cittadine del sud
dell’Italia…) insomma un caleidoscopio di sensazioni che mi ha lasciato
senza fiato… ho saputo in seguito che ci trovavamo nel quartiere di
Beyoglu, la zona europea più nuova e alla moda di Istanbul e questa via
che si chiama Istikal Caddesi, costituisce il vero cuore della
Istanbul produttiva e pulsante….

Una curiosità!!

Turche in sosta . . . .

In
seguito siamo arrivati nella Cappadocia, splendida con le sue
spettacolari formazioni calcaree. In quest’angolo di terra sembra si sia
capovolto il normale ordine degli elementi che compongono un
tradizionale paesaggio. Abitazioni quasi aeree ricavate con abilità
nella nuda roccia, incastrate in anfratti, gole e pertugi, fanno da
contraltare a interi villaggi sotterranei, sepolti fra formazioni
tufacee e dirupi scoscesi, intagliati dal tempo in fitte trame
decorative.

Goreme costituisce il centro principale della Cappadocia e il suo
primitivo nucleo abitativo risale alle comunità cristiane di epoca
romana. Si tratta di un complesso di chiese rupestri, monasteri
bizantini e cappelle ubicato a circa un km dal centro abitato attuale.
Fantastico!

L’intera area si presenta come un’unica roccia sopraelevata, dalla quale
si innalzano spuntoni rocciosi e pinnacoli, per lo più di forma conica,
magistralmente intagliati e parzialmente affrescati. Tra chiese e
cappelle se ne contano quasi trecento.




Concludo con un breve cenno a Pamukkale (si trova nell’Anatolia
Occidentale) che in Turco significa, più o meno, “castello di cotone”
alludendo alle straordinarie formazioni naturali che costellano il
paesaggio, fatto di vasche in travertino bianco con curioso andamento a
terrazza, riempite di acqua termale dalle proprietà terapeutiche.
Lo
scenario, lunare e surreale, scavato dall’incessante lavoro dell’acqua
calcarea nel corso di milioni di anni, si presenta come un morbido
castello vellutato dall’aspetto di colore bianchissimo, quasi accecante.




Ci
sarebbe tanto altro da dire sul viaggio che ho fatto ma……impegnate un
po’ delle vostre personali risorse economiche e di tempo, così avrete il
piacere di gustare tutti gli aspetti di cui non vi ho parlato di questo
straordinario e, per certi versi, per me sorprendente Paese.
Ciao
a tutti quelli che avranno la ventura di leggermi
Attilio
Qui
di seguito ci sono alcune foto degli amici che hanno partecipato
all'avventura. .
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