Una gita in barca

 

“Mai più metterò piede su una barca a vela!” Questo ho esclamato al termine della “gita”.

Vi è mai capitato di trovarvi coinvolti in un’avventura della quale avreste fatto volentieri a meno? A me accade abbastanza spesso perché ho un “animo gentile” e non so dire quasi mai di no…..

Ma veniamo ai fatti……..

Un certo giorno la mia “adorata moglie” mi dice “Caro cosa ne dici di un weekend  fuori degli schemi?” Mi incuriosisco e chiedo, incautamente, di cosa si tratta? Affittiamo un catamarano (una sorta di barca a vela con due scafi………) compreso di skipper e,  il venerdì pomeriggio veleggiamo per Ventotene  partendo da Nettuno. Torniamo la domenica sera. Sarà bellissimo!

  

Il Catamarano

Il mio primo impulso è di rispondere di no. Non amo particolarmente il mare, non sono mai andato in barca a vela, sospetto che mi possa far male, tuttavia un rapido flashback mi rammenta che tempo addietro uno che si qualifica mio amico mi aveva proposto, con insistenza, di acquistare una barca a vela e quindi decido per il si poiché voglio testarmi per capire se il mio rifiuto viscerale per queste cose deriva da fatti concreti oppure da paure ancestrali.

Detto fatto do il mio assenso. Alla mia richiesta di conoscere la data di partenza ricevo una risposta evasiva, ma quando insisto mi crolla il mondo addosso!. La partenza è fissata per venerdì 17 ! Eh no, questo è troppo esclamo ! Ma come, non ho mai fatto una cosa del genere e mi si propone di partire in un giorno infausto per la tradizione nostrana! Non ci sto! Tutto vano perché la coalizione di mia moglie, di mio figlio (anche lui coinvolto nell’impresa !), di mia cognata (bontà sua !) fanno si che alla fine mi viene strappato il consenso.

Questo accadeva intorno ai primi di settembre mentre la partenza era fissata per venerdì 17 settembre….

Si avvicina il giorno della partenza e quella settimana si scatena il finimondo atmosferico. Piogge, vento, mari agitati, previsioni pessime. A questo punto cerco di bloccare gli eventi che ci stavano conducendo ineluttabilmente  verso la partenza. Giro di consultazioni ( siamo in 9) e tutti concordano sulla pericolosità di intraprendere un viaggio per mare con quel tempo ma nessuno ha voglia di fare il primo passo per disdire la “gita”. Aspettiamo, magari il tempo migliora, non facciamo troppo i fifoni, in fondo non dobbiamo mica traversare l’atlantico, questi i commenti generali………..

Telefonata allo Skipper ( si chiama EROS………..) che ci tranquillizza ( è suo interesse fare il viaggio, penso…..): “non vi preoccupate il tempo si rimetterà, la barca è stabile, della pioggia non me ne può fregare di meno (sic), la barca regge agevolmente il mare fino a forza 6, il vento è necessario altrimenti a che servono le vele………….” Nulla da eccepire è il suo punto di vista da marinaio… ma a noi che ce ne frega, pensavo dentro di me, mica siamo marinai, anzi………

Duro scambio di opinioni nel gruppo per arrivare ad una decisione maggioritaria mentre si cominciava a fare la spesa per la cambusa. Lo Skipper si era mostrato particolarmente esigente chiedendo, fra le altre cose, molto vino bianco, ruhm , mentuccia , zucchero di canna e laim (un limone tipico dei paesi tropicali) per preparare il “mojito” un coktail cubano (il preferito da Hemyngway).

Passavano i giorni e nessuno aveva il coraggio di prendere in mano la situazione per dire: basta! rinunciamo alla gita. Anzi oltre al ruhm qualcuno decide di comprare anche la Cachiassa ( è un distillato di canna che viene dal Brasile….. ) per preparare la Caipirinha , un coktail che al gruppo  piace molto.

Arriva il venerdì e la situazione meteorologica si fa pesante, su Roma si abbatte un vero e proprio nubifragio, provo a consultare su internet il bollettino del mare ed era meglio che non l’avessi fatto !.

Telefono allo Skipper che, come ci aveva detto in precedenza, stava andando a prendere la barca al porto di  Ostia per condurla al porto di Nettuno dove ci saremmo dovuti imbarcare.

Ciao come va ? Mi risponde tranquillissimo (avevo avuto modo di conoscerlo telefonicamente qualche giorno prima, ricordate ?). Io male, gli rispondo e te ? Tutto ok ! Sto navigando verso Nettuno e il tempo  sul mare è buono. Non ci credo, ribatto. Guarda che non dico bugie, ci tengo alla mia barca e poi sono con una signorina e lei ti può assicurare che sto dicendo la verità (poi avrei conosciuto la signorina…..)

Me la faccio passare e lei conferma il tutto………

La cosa non mi tranquillizza  ma cosa devo fare in una situazione così contraddittoria e incerta ?

Si decide di andare a Nettuno e lì prendere la decisione finale.

Arrivati a Nettuno (sono le 8 di sera) conosciamo  di persona  Eros (lo Skipper) e Olga (la passeggera…che poi proseguirà il viaggio verso Ventotene su un’altra barca….), Ci infondono una certa tranquillità (guardate il tempo si è rimesso, il mare è poco mosso, non vi preoccupate, andrà tutto bene….). Ci convince anche perché, udite, udite, apprendiamo che la partenza è fissata per mezzanotte e un minuto, cioè sabato 18 !

Carichiamo le nostre cose sul catamarano e in attesa della mezzanotte si organizza uno spaghetto con le cozze acquistate al porto. Si comincia bene, penso. Il vino bianco scorre generoso e quando propongo di assaggiare la damina del “nostro” rosso di montalcino lo skipper lo rifiuta sdegnosamente affermando che lui beve solo bianco (sulla barca!). Non mi offendo, tanto, caso mai, me lo bevo io……

Si parte quando è ormai notte fonda e, dopo essermi attaccato sotto l’orecchio il “cerotto” (mi era stato detto che si trattava dell’unico rimedio sicuro contro il mal di mare……..) me ne vado in cabina  a nanna (avevo scelto quella di poppa , la più stabile secondo me….).

Chiudo gli occhi sperando di prendere sonno rapidamente. Mi manca il mio lettone, la mia TV, insomma le mie comodità ma, complici le abbondanti libagioni mi addormento. Un colpo violento alla struttura del catamarano mi sveglia. “ Dobbiamo aver urtato un tronco d’albero, speriamo bene” penso, poi il rumore si ripete ancora, e ancora, e ancora. Capisco di essermi sbagliato, per fortuna e la mattina, dopo una notte di apprensione, mi viene spiegato che si trattava delle onde che si frangevano sotto il ponte del catamarano. Ma pensa un po’, tanta apprensione (diciamo pure “strizza”….) per niente. Comunque la barca sembrava un cavallo brado che doveva essere domato: su e giù,  giù e su (beccheggio? Si chiama così?) dal momento che il letto era posizionato perpendicolarmente al moto della barca, e questo fino alle sette del mattino. Sento  rumori di gente che stava muovendosi sulla barca e decido di alzarmi. Non l’avessi mai fatto! Finchè stavo orizzontale tutto sommato non avvertivo nulla tranne  una sensazione di stordimento, ma come mi sono messo in verticale le cose sono peggiorate.

Mi precipito nel pozzetto e giudicate voi il mio aspetto, non entro nei particolari.

 

Con il sacchetto, pronto per ogni evenienza!

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 Ci avviciniamo al porto di Ventotene e lo Skipper, con una manovra di un’ abilità “mostruosa” ci parcheggia al molo. Meno male…………

 

Insieme allo Skipper

 

Finalmente siamo arrivati! Ci abbiamo impiegato 12 ore di navigazione! Siamo sani e salvi, e non siamo affondati!. Incredibile! Ventotene e le sue abitazioni affacciate sul porto mi appaiono meravigliose.  L’architettura delle case è stupenda (sono vecchie case di pescatori….),  i colori sono bellissimi……..insomma sto in uno stato d’animo tale che qualsiasi cosa sia di natura terrestre mi appare fuori dell’ordinario, meritevole della massima attenzione.

Terra! Terra!

 

Sbarco e la vita assume subito un aspetto diverso. Sotto i piedi solida terra, niente rolla o beccheggia e il cappuccino che mi prendo ha un sapore mai gustato.

 

Il Bar sulla terra ferma!! 

La giornata trascorre piacevolmente: visitiamo Ventotene (non ci vuole molto !), facciamo il bagno (ah dimenticavo di dirvi che era uscito il sole!), prenotiamo il ristorante per la cena. Insomma ce la godiamo. Si pranza in barca e quando tiro fuori il vino “rosso di montalcino” (quello del Poggione..) e comincio ad assaggiarlo si scatena la  “bagarre”. Tutti voglio assaggiarlo, e poi fare il bis e poi fare il tris, fino ad esaurimento. Tutti vogliono sapere dove lo prendo, se c’è la possibilità di averne, etc, etc, etc.Mi diverto ! gli racconto la nostra storia, gli racconto del nostro sitoweb, insomma godo di un momento di celebrità.

 

Al ristorante

La giornata trascorre piacevolmente ma nel mio subconscio c’è un tarlo che mi dice “domani devi tornare indietro e non sarà piacevole…..”mi vado ad informare e mi dicono che la domenica c’è un comodo aliscafo che in 1 sola ora mi porta a destinazione. Mi tranquillizzo.

Arriva l’ora del ritorno e mi faccio convincere ad affrontare il viaggio sul catamarano ( ve l’avevo detto sono un debole.). Il tempo promette bene. Si viaggia di giorno. Insomma non posso mostrami più fifone di quello che sono e si parte.

Va tutto ok. Il mare è mansueto, c’è il sole e finalmente metto i piedi sul molo di Nettuno.

La gita è finita! Francamente non so se ne farò un’altra………

 

 

 

 

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