IL VIAGGIO IN EGITTO

  

Finalmente dopo una gestazione durata quasi 5 mesi domani, 13 novembre 2006, si parte per l’Egitto. È la prima volta che una congrua rappresentanza della “Compagnia del Buon Bicchiere” fa una scorribanda all’estero, oltretutto in compagnia delle “adorate consorti”………….. Speriamo bene. Scrivo queste righe il giorno prima di partire e, durante il viaggio, terrò un diario giornaliero dal quale, al ritorno, trarrò i fatti più significativi per trasmettervi le sensazioni da noi provate.

Ciao, per ora………

Siamo tornati! Sani e salvi! Tutti meno uno……… Infatti uno dei componenti del gruppo, un maschietto, è stato colpito dal mal del viaggiatore e si è giocato gli ultimi due giorni. Tutto sommato gli è andata bene perché ha potuto affrontare il viaggio di ritorno con una certa tranquillità…

Dico subito che il viaggio è stato bellissimo, organizzato in modo splendido (un plauso al Ciccio che ci ha messo lo zampino..)  con guide che ci hanno dato assistenza continua, dal disbrigo delle pratiche aeroportuali alla descrizione puntuale dei luoghi che abbiamo visitato.

Che vi devo dire? Le mie impressioni generali sono entusiastiche! Non sono un grandissimo cultore della storia egiziana, sono molto provinciale nelle mie convinzioni personali che mi portano a considerare le antiche vestigia italiane e in particolare Romane come le più imponenti…. Beh, mi sono dovuto ricredere…..non avevo mai visto cose più gigantesche, imponenti, maestose, di una suggestione incredibile. Questo viaggio mi ha dato delle sensazioni che nessun altro posto da me visitato in precedenza mi aveva mai dato!

La storia di quello che abbiamo visto la troverete su qualsiasi guida che si rispetti io mi limiterò a descrivervi il mio stupore, le mie sensazioni, di fronte a tante meraviglie.

 Ma veniamo al viaggio….

 Otto giorni pieni, senza un attimo di respiro. Cinque aerei, una nave, tempi di visita ai vari luoghi scanditi dall’orologio delle varie guide che si sono alternate quotidianamente: arrivo al sito da visitare, breve spiegazione con visita guidata, dieci minuti , un quarto d’ora al massimo, per fare le foto e viaaaa verso una nuova destinazione, tutto in apnea fino alla sera che spesso si concludeva con una cena in un posto caratteristico e bello a onor del vero. La prima sera abbiamo cenato su un battello che navigava sul Nilo fino al centro del Cairo assistendo al consueto spettacolo della danza del ventre…

una donna, non giovanissima, ben in carne, come molte egiziane del resto, che roteava il bacino rigoglioso al ritmo di una ossessiva musica araba. A Roma ho visto di meglio………..

 

                                    Piantina del viaggio

 Siamo arrivati al  Cairo il 13 novembre, di notte ( in Egitto sono un’ora avanti a noi). Il Cairo è una delle città più conosciute del mondo, un crocevia di storia e culture (egizia, cristiano-copta e islamica) e ora anche “europea”, soprattutto in prossimità del Nilo. Gli spostamenti in città sono sempre molto complicati perché il traffico è infernale, caotico, rumorosissimo.

L’albergo, dove abbiamo soggiornato per tre notti, era ottimo (l’Hilton….) e il cibo abbondante e vario. La città e i dintorni meriterebbero una visita di almeno una settimana ma, sulla nostra esperienza, dico che due giorni al  Cairo sono più che sufficienti se non si vuole morire per lo smog che c’è nell’aria a causa del traffico intenso.

In due giornate, grazie alla guida che ci ha assistito con continuità, abbiamo visto e visitato le piramidi di Cheope (la grande piramide, una delle sette meraviglie dell’antichità), di Chefren e di Micerino che si trovano tutte sull’altopiano di Giza, una vasta zona del Cairo. Successivamente ci siamo spostati  al Tempio della valle dove si può toccare con mano una leggenda universale, la Sfinge. Impressionati le sue dimensioni……..

In questa circostanza, per al prima volta, prendiamo coscienza con una realtà che ci accompagnerà per tutto il viaggio: la presenza di uomini armati in divisa che sorvegliano, per proteggerli, i turisti nei loro spostamenti, nelle loro visite ai monumenti, insomma stanno dappertutto. Speriamo siano efficaci!

 

 

 

 Noi alle piramidi

 

Il secondo giorno abbiamo visitato la Cittadella, un complesso al cui interno si trova la Moschea di Mohamed Ali, detta anche Moschea di Alabastro poiché nella sua costruzione si è fatto largo uso di questo materiale.

 

                      la moschea

 Poi siamo andati al Museo Egizio, una raccolta di opere d’arte di inestimabile valore dominate dal famoso tesoro di Tutankhamon. Ci è stato detto che questo Faraone è morto molto giovane, intorno ai 18 anni, tanto che non aveva avuto modo di prepararsi la  tomba e che quella dove è stato trovato era una tomba che gli era stata ceduta da un suo dignitario che, previdente, se l’era fatta preparare in anticipo. Alla faccia! Quello che è stato trovato nella tomba di Tutankhamon è straordinariamente ricco di cose preziose ( pensate che la maschera che gli ricopriva il volto pesa all’incirca 10 kg ed è tutta d’oro…….)  figuriamoci cosa ci poteva essere nelle tombe dei Faraoni con la F maiuscola. Pare che la tomba si sia salvata dai saccheggi avvenuti nei secoli perché il suo ingresso era stato situato sotto l’ingresso della tomba di un altro faraone ( ora non me ne ricordo il nome……)

 

                       il museo

 Delle cose viste al Cairo in questi due giorni mi ha colpito in modo particolare la cosiddetta “Città dei Morti.  Si tratta di una zona che non si visita poiché è un cimitero ma la singolarità è costituita dal fatto che è abitata! La guida ci ha raccontato che i mussulmani, quelli più ricchi ovviamente, hanno l’usanza  di costruire sopra il luogo dove è seppellito il defunto una stanza, in muratura, dove trattenersi nelle occasioni nelle quali si va a trovare il defunto. Ebbene durante la guerra che l’Egitto ha combattuto contro l’Inghilterra e la Francia per il possesso del canale di Suez, le casette costruite sopra le tombe furono occupate dagli sfollati con il consenso dei proprietari i quali posero come condizione di averne la disponibilità quando fossero andati a visitare i loro cari. Pare che questo avvenga correntemente, a quanto ci ha riferito la nostra guida! Cose  mussulmane……….. 

 Terzo giorno

  Sveglia alle 5 (cinque a.m. avete capito bene!) e partenza per Assuan. La visita alla diga (dicono sia la più grande del mondo!) ci ha preso poco tempo, poi ci siamo recati al tempio di Philae, dedicato alla dea dell’amore, della fertilità e della rinascita.

 

 

                       Philae

 Dopo una sosta alla casa dei profumi, dove ci siamo fatti rifilare dei vasi di vetro contenenti essenze, a detta dei venditori miracolose per i dolori, per le vie respiratorie e chi più ne ha più ne metta. Fregatura! Ci hanno dato persino delle bottigliette fallate……Finalmente siamo arrivati alla nave che ci avrebbe condotto alla nostra destinazione finale, Luxor (l’antica Tebe)

 

  la nave

 Una bella nave. Non bellissima perché ne abbiamo incontrate di meglio in navigazione ma, in verità non ho nessun vero appunto da fargli. Il servizi, sia al ristorante che nella cabina erano impeccabili. Insomma siamo stati bene…………..

 

Quarto e quinto giorno.

  Sveglia presto, come al solito e partenza  in aereo (è il terzo!) per Abu Simbel. Spettacolare! Veramente fantastica la visione di queste statue gigantesche appoggiate alla montagna. La mente moderna fatica ad immaginare come nell’antichità si potessero realizzare cose così enormi. Il faraone Ramses II fece scavare il tempio all’interno della montagna per celebrare una grande battaglia, credo quella di Qadesh, combattuta contro gli Hittiti nell’anno 1275 a.C.

 

 

                      ABU Simbel

 I monumenti di Abu Simbel sarebbero stati seriamente compromessi dalla costruzione della diga di Assuan e allora l’8 marzo del 1960 l’UNESCO lanciò un appello internazionale per il salvataggio dei 14 monumenti interessati che furono sezionati e trasportati in blocchi in un ambiente che aveva caratteristiche simili a quello naturale in cui furono riassemblati. Si trattò di una impresa titanica a cui contribuirono numerosi Paesi occidentali. Ai quattro che contribuirono maggiormente all’operazione l’Egitto donò un tempio ciascuno; all’Italia spettò lo speos di El-Lesiyche che fu rimontato al museo egizio di Torino. Gli altri furono donati alla Spagna, all’Olanda e agli Stati Uniti.

Il complesso archeologico di Abu Simbel è composto di due enormi templi rupestri, scavati nella roccia uno dedicato al Faraone Ramses II e l’altro, più piccolo, dedicato a sua moglie, l’adorata Nefertari. Si trovano nel sud dell’Egitto, sulla riva ovest del Nilo, vicino al lago Nasser. Si tratta di una vera meraviglia dell’antichità. Le quattro colossali statue alte 20 metri e interamente scolpite nella roccia, che raffigurano il Faraone seduto all’ingresso, sono ormai divenute un’icona della civiltà egizia.

Ramses II è realtà e leggenda. Fu marito della grande Nefertari, e fu uno dei più longevi faraoni avendo regnato per 67 anni. Ebbe più di 100 figli perché, pur adorando Nefertari, non disdegnava le altre mogli e le innumerevoli concubine……

 

 

  il tempio di Nefertari

 

Sesto giorno

 

                     

 

 

 

 

                                               KOM-OMBO

 

EDFU

 

Tutto di corsa con l’orologio alla mano………

Visita al tempio dedicato al Dio Sobek , il dio dalla testa di coccodrillo, posto poco fuori città, in aperta campagna, sopra una collina con vista sul Nilo. Si trova tra i campi coltivati, in particolare di canna da zucchero, sottratti al deserto dove sono stati ricostruiti i villaggi allagati dalla diga di Assuan.

 In una stanza delle rovine del tempio è possibile vedere due coccodrilli mummificati, conservati in teche di vetro. Brutti, devo dire, polverosi e, secondo me, mal conservati.

Si prosegue nella navigazione verso Edfu dove facciamo una visita al Tempio di Horus. E’ composto da una successione di ambienti sempre più piccoli; le incisioni delle pareti rivelano cerimoniali e riti occulti da cui era escluso il pubblico, oltre a ricette per profumi, unguenti e formule magiche.

Ritorno alla nave e navigazione verso Luxor. Finalmente ci riposiamo e abbiamo anche il tempo di fare un burraco (Maurizio, mio avversario, c’ha un c…..che non si può descrivere, jolly e pinelle a profusione, insomma la classica situazione che ti fa dire “ ma chi me lo ha fatto fare….)

 

Settimo giorno

 

 

                      LUXOR (l’antica Tebe)

  In mattinata trasferimento sulla sponda occidentale del Nilo per visitare la Necropoli di Tebe, la valle dei Re e la valle delle regine……..) uno dei luoghi più conosciuti e visitati dell’Egitto.

Personalmente ho provato una delusione quando, dal finestrino dell’automobile che ci stava accompagnando, ho iniziato a intravedere  la valle dei Re. Mi spiego……..Nel mio immaginario, (considerate la mia ignoranza di base sulle cose egizie come ho già dichiarato all’inizio) la valle dei Re era un sito dominato dai ciclopici monumenti che ora ho scoperto essere quelli di Abu Simbel, quindi a 400 km di distanza! Figuriamoci! La valle dei Re assomiglia ad una grandissima cava a cielo aperto ( sapete quelle ferite che, viste in lontananza, sulle nostre montagne ti provocano una stretta al cuore per lo scempio perpetrato alla natura…) dove compaiono tanti buchi che, successivamente, ho scoperto essere gli ingressi delle tombe……Gli altri non sono d’accordo su questo mio giudizio ma io la penso così. Bando alla polemiche! Proseguo nel mio racconto in modo più ortodosso…..

L’antica Tebe era divisa nella “Tebe dei vivi”, visibile sulla riva destra del Nilo( a oriente dove nasce il sole, quindi la vita……) e vi si trovava Karnak, sede dei favolosi templi dedicati alla triade divina (Montu, Amon e Mut) e nella “Tebe dei morti”, grandiosa necropoli dei sovrani e degli alti dignitari di corte posta sulla riva sinistra del Nilo ( a occidente, dove tramonta il sole, quindi la morte….)

Il complesso montuoso dove sono situate le necropoli accoglie solo tombe di personaggi al vertice della scala sociale. Sono luoghi mai abitati da vivi in cui il silenzio era rotto solo dalle solenni cerimonie tributate ai dignitari nei templi eretti ai piedi dei colli.

 Le tombe presentano una disposizione sempre uguale: una porta tagliata nella roccia, un corridoio (in genere lungo più di 100 metri, in pendenza) diviso in sezioni sempre più strette, nicchie e cappelle laterali con soffitti retti da pilastri; nella camera principale si trovava l’enorme sarcofago contenente la mummia.

Ne abbiamo visitate tre. Entrandoci ti lasciano stupefatto: i colori delle incisioni affrescate che riempiono completamente pareti e soffitti sono ancora perfettamente conservati e ti incutono un senso di stupore per la loro perfezione e grandiosità.

Grande delusione! E’ assolutamente proibito scattare foto, pena il sequestro della macchina fotografica. Ne ho scattata una con il cellulare, non ve la faccio vedere, è venuta male…. però il lampo del flash ha richiamato l’attenzione di un sorvegliante il quale ha sorpreso Franco a scattare foto. Gli ha cancellato le foto scattate e ha preteso due € per non sequestrargli la macchina fotografica………………

Nel pomeriggio visita ai templi di Karnak e Luxor. Una vera meraviglia! Le guide forniscono un fiume di notizie su questi siti io dirò solo che rimango sempre più meravigliato dalle dimensioni veramente gigantesche di questi manufatti. Colonne alte 30 metri ,sormontate da capitelli a forma di loto, e poi obelischi alti quasi 40 metri, costruiti in un unico blocco di granito rosso, completamente istoriati di bassorilievi.. La guida ci ha spiegato la tecnica di costruzione: si sceglieva la roccia e, partendo dall’alto, si cominciava a scavarla intorno, lasciando al centro quello che sarebbe divenuto, alla fine l’obelisco. Lo spazio che veniva lasciato ai lati permetteva agli scultori di calarsi lungo l’obelisco e di scolpirlo! Pensate un po’…..

Di questi obelischi ce n’erano cinque. Ne sono rimasti due. Uno dei tre ”volati” si può ammirare a Roma, a San Giovanni, davanti alla curia Vescovile…..

 

 Ottavo giorno

 Solita alzataccia (alle 4,15 a.m.) e via all’aeroporto di Luxor con destinazione aeroporto del Cairo da dove abbiamo preso l’aereo che ci ha condotto a Roma.

Finalmente a casa…………

                               

                           Guardate un po' di foto

 

 
     

 

Numero visite a partire dal 10/01/2009   Contatore visite

 

Chi siamo, dove andiamo Gli amici della compagnia Un po' di storia Le imprese sportive
Le ultime scorribande Curiosità, cultura in pillole LINKS Marino MESSAGGI

Vacanze ed altro

Le ultime bicchierate

  NOVITA'