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CARACAS
28/12/04-18/01/2005
Quando si nomina il
Venezuela il pensiero corre immediatamente a quei cartelloni
pubblicitari dei tropici dove ti fanno vedere una splendida fanciulla
che, in una spiaggia bianchissima e sotto un cocco che si protende
verso un mare verde e trasparente, sta sdraiata languidamente a
crogiolarsi al sole.
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Palmera
y arena
blanca |
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Nota: la foto è piccola,
ma questa c' avevo! |
(La ragazza c’è ma sta dietro la palma……….osserva lo sguardo degli
uccelli lo potrai capire….)
Beh,
questa è solo una parte della verità.
Intanto se non ti
spalmi ½ kg di protezione numero 50 rischi di arrostirti davvero
perché il sole, lì, picchia sul serio. Poi per trovare una spiaggia così
ti devi impegnare nella ricerca e magari farti portare su un’isoletta
sperduta nei Carabi dove oltretutto se stai da solo, rischi seriamente
di essere visitato da “pirati” che ti depredano di tutto e devi
ringraziare il padreterno se non ti hanno ammazzato.
Però è
bellissimooooooooooooooo, e io ci sono stato……..
L’acqua è calda e
trasparente, piena di pesci multicolori, dalle forme diversissime (sono
pesci tropicali……….) che ti nuotano intorno dandoti sensazioni
straordinarie.

(Playa francisqui)
Nessuno ti pesta i
piedi, ti puoi sdraiare dove vuoi, ma non hai nessuno con cui dialogare
se non la tua adorata moglie ( ci vuole pazienza, la situazione vale
per ambedue e………. non si può avere tutto dalla vita!).
Quando è “temporada”
come dicono gli indigeni (è stagione….) si possono pescare le aragoste

(Io con l’aragosta)
Se non lo sai fare
te le compri dai pescatori locali per due lire due, che te la prendono,
te la bollono seduta stante e te la puoi mangiare alla selvaggia maniera
(con le mani, senza forchetta e coltello, strappandone i pezzi con i
denti e riempiendola di maionese o una salsa piccante di produzione
locale). Naturalmente l’igiene lascia il tempo che trova e se ci venisse
una delle nostre ASL chiuderebbe subito il tutto. Ma per fortuna non ci
può andare!
E le caracolle,
usate dagli abitanti locali anche come elementi decorativi come
mostra la foto.

(Io con le
caracolle)
Le caracolle sono
molluschi molto grandi e so che si possono mangiare crudi tagliati a
fettine sottili. Non l’ho mai mangiati!
Ma esiste anche il
rovescio della medaglia………..il Venezuela è un Paese pieno di
contraddizioni: posti bellissimi dal punto di vista della natura e città
dove può essere pericoloso anche andarsi a prendere solo un caffè……..
Caracas è una
metropoli di 7 milioni di abitanti divisa in due parti, favelas e
quartieri alti, comunque caotica, inquinatissima, tanto che a confronto
l’aria di casa nostra nei giorni più inquinati ha un profumo di rose.

Caracas central
A Caracas si vive
nella continua preoccupazione di subire un “attracco” come dicono loro,
cioè una rapina. Se vai in auto ti suggeriscono di non viaggiare con i
finestrini aperti (e fa un caldo……….) perché se ti fermi ad un semaforo
rischi che qualcuno ti infili in auto un braccio con un coltello o una
pistola intimandoti di dargli il portafoglio, l’orologio e chi più ne ha
più ne metta. Questo può avvenire anche quando stai camminando per la
strada o se una volta sceso dalla macchina ti attardi a parlare con chi
ti ha accompagnato a casa (in particolare di sera……).In somma sono posti
che da un certo punto di vista sono molto pericolosi.
D’altra parte sembra
quasi logico che sia così. Il Venezuela è pieno di contraddizioni. E’ un
Paese ricchissimo di petrolio e di minerali molto ricercati come il
ferro, ma la ricchezza che ne deriva non è ripartita in modo uniforme:
ci sono i ricchissimi, c’è molta corruzione e ci i sono poverissimi,
gente che sopravvive alla giornata disposta a tutto per strapparti un
Bolivares. Pensate che il governo ha bloccato i cambi per cui si può
solo acquistare moneta locale ( i Bolivares….) ad un tasso fissato dal
governo (1 Euro = circa 2000 Bolivares). Questo strozza l’economia
perché qualsiasi imprenditore voglia acquistare materia prima all’estero
o deve sottostare alle gogne governative o deve rivolgersi alla borsa
nera dove per 1 Euro ti danno 3340 Bolivares o per 1 $ te ne danno 2900.
Insomma ce ne sono di problemi…….
La città è però una
metropoli moderna con tutte le sue problematiche: traffico caotico e
smog il tutto complicato da un parco macchine particolarmente vecchio (
credo che di marmitte catalitiche ne esistano ben poche…….). Ci sono
molti grattaceli (il modello è costituito dagli USA….) ma nello stesso
tempo la città è circondata dai ranchitos , agglomerati di casupole
costruite abusivamente, senza alcun piano urbanistico, senza un sistema
fognante, intersecate da stradine strette e maleodoranti, dove vive una
moltitudine di gente, disperata, abituata a vivere solo di espedienti e
che pur di avere qualche soldo per comprarsi magari una bottiglia di
rhum non esita a darti una coltellata se ti rifiuti di consegnargli
quanto hai in tasca in quel momento. Insomma proprio un bell’ambiente !
Quando ci vado, voi
saprete che tengo la suocera lì…, mi porto le cose più scrause che
possiedo ( attirandomi peraltro le lamentele di mia moglie……) nella
speranza di non aver mai esperienze negative. Finora mi è andata bene ma
chissà cosa mi riserverà il futuro…..
Eppure mia suocera
non tornerebbe in Italia per nessuna cosa al mondo.
Il clima,
specialmente a Caracas, è stupendo: temperature che oscillano dai 17-18
gradi ai 28-30 per tutto l’anno, paradisi tropicali come Aruba, le
Antille, la Tortuga, la Jamaica, a portata di mano. E delle donne ne
vogliamo parlare? Personalmente non ho avuto occasione di provarlo ma mi
si dice che hanno un “carigno” che in ogni occasione ti fa sentire
l’uomo più importante e virile del mondo, e poi il loro incedere, il
loro modo di guardarti ti mette addosso un’aspettativa che ti fa
sembrare possibile tutto…….. e scusate se è poco……….e poi quando cammini
per la strada hai sempre nelle orecchie il sound tropicale che ti arriva
da ogni parte: dalle case, dai negozi, dalle auto. Un fiume di salsa,
di merengue e dei famosi tambores dei tropici ti travolge in ogni
momento della giornata. Insomma ti mette dentro una carica che ti scuote
dal languido torpore che ti trasmette il clima dei tropici.

Non mi voglio
dilungare troppo anche se avrei tante altre cose da dirvi ma penso che
qualche volta invece di andare a sciare si potrebbe organizzare un
viaggio in questi posti meravigliosi. In Venezuela avrei la possibilità
di ospitare parecchie persone, anche al mare (il posto si chiama Rio
Chico e sta a 150 km da Caracas) quindi…………..
Ciao a tutti,
Attilio


Laguna blu

FINE |