IL MIO VIAGGIO A CARACAS

 

 
 

 (impressioni e sensazioni di un Paese straordinario)

Caracas febbraio 2007

Questa volta dovrò mettere un po’ da parte lo  stile che ormai mi caratterizza e riportare le mie impressioni di viaggio in modo meno, come posso dire……, goliardico. Certamente vi starete chiedendo il perché di un inizio così in tono minore, non scoppiettante, come richiederebbe, forse, la descrizione di un viaggio in un Paese dei tropici. Ebbene vi devo dire che, nonostante  il mio rapporto ormai quasi trentennale con il Venezuela mi avesse abituato ormai alle storiche disfunzioni tipiche di questa nazione e dei Paesi sudamericani in genere (corruzione,violenza, traffico caotico, aria irrespirabile…….), questa volta  percepisco nella gente un’aria diversa: ”EL COMANDANTE” Hugo Rafael  Chávez, golpista fallito nel ’92 ed eletto, in una successiva elezione,  democraticamente presidente del Venezuela, sta portando spedito il Paese verso il socialismo e “ nessuno potrà impedircelo” ripete ad ogni occasione pubblica Chávez. Lo slogan pronunciato in centinaia di discorsi fiume, nelle polemiche a distanza con il presidente Bush, durante le visite al capezzale di Fidel Castro, si è materializzato, in questi giorni, con la nazionalizzazione  sia delle telecomunicazioni ( la Telecom Cantv) sia dell’elettricità (la Elettricitad de Caracas), due settori considerati strategici sulla strada della costruzione di una “repubblica socialista” e che erano a capitale prevalentemente USA. Denaro americano che è presente anche nel bacino petrolifero dell’Orinoco, dove i giacimenti inesplorati hanno bisogno di grandi investimenti……………

Da 8 anni al potere Chávez ha annunciato in questi giorni (capita abbastanza di frequente che mentre stai guardando la TV e quando meno te lo aspetti, il presidente compaia sullo schermo e ti faccia un discorso parlando a braccio, giuro, due, tre ore e se cambi lo trovi anche su tutte le altre emittenti, non gli puoi sfuggire……….) di voler archiviare la fase di transizione per entrare in una nuova era, quella della costruzione del socialismo bolivariano, o del 21° secolo. Elevata spesa pubblica, populismo, corruzione, tentativo di controllare l’apparato produttivo, ecco questa è la ricetta con la quale “EL COMANDANTE” sta guidando il Venezuela verso il comunismo di questo secolo.

Oggi nazionalizzare, come ha fatto Chávez sembra controcorrente. E’ alternativo rispetto alle principali teorie economiche del momento. Se non ricordo male il primo governo di centro sinistra in Italia adottò la stessa linea di nazionalizzazione dell’energia elettrica e delle telecomunicazioni. Da allora sono passati molti anni e la ricetta sembrerebbe ancora valida tanto più dopo 25 anni di neoliberismo e la dimostrata inefficacia e inefficienza delle privatizzazioni.

Le decisioni di Chávez hanno creato un forte contraccolpo sull’economia  venezuelana. L’impatto non è stato affatto positivo. La borsa di Caracas è crollata del 15% con un effetto negativo anche su altri Pesi emergenti. Molti generi alimentari come carne, zucchero e uova cominciano a scarseggiare nei supermercati  perché il governo impone di venderli a prezzi che non sono considerati remunerativi dai produttori e ora la gente protesta per le strade organizzando manifestazioni di piazza.

Eppure nelle  strade e nei centri commerciali , che qui sono numerosissimi e molto grandi (pensate che ieri sono andato al “Recreo”  un centro commerciale che non è nemmeno fra i più grandi,  solo 5 piani sopra il livello della strada e ho parcheggiato la macchina  al “sotano 6” cioè sono andato sotto terra per 6 piani!) si respira un’aria di grande benessere: i negozi sono pieni di mercanzia e la gente sembra comprare molto. Come faranno non si capisce visto che i prezzi a me sono sembrati convenienti solo se operavo il cambio a 4.600 bolivares (la moneta locale…) contro 1 € che è tuttavia un cambio non ufficiale perché quello ufficiale sta a 3200 bs!

Il parco macchine appare completamente rinnovato rispetto a quanto avevo potuto notare negli anni passati quando per la strada giravano quasi esclusivamente vecchi modelli americani rabberciati alla meglio. Ora si vedono un sacco SUV (soprattutto Hyunday , Toyota, e Honda ), di Ford, di Crysler , ma anche di Fiat ( le fanno in Brasile). Tutte auto nuove e scintillanti che rimandano l’immagine di una società opulenta anche se ho appreso che quasi tutte sono acquistate a credito (sembra che in questo settore i crediti siano concessi con facilità e a tassi relativamente bassi ,10-12 %.... mentre l’inflazione ufficiale si aggira attorno al 19 %). Insomma i giapponesi e i coreani stanno motorizzando anche il Venezuela! C’è da dire che queste maledette auto hanno tutte i vetri con una pellicola scura che lascia filtrare poco della intensa luminosità esterna e quindi non vedendosi nulla all’interno e viaggiando rigorosamente con i finestrini abbassati per ragioni di sicurezza, sembra che tutte le auto siano senza autista……….vi devo dire che,  personalmente, nelle manovre in garage ho trovato delle difficoltà perché questi vetri scuri ti tolgono si la luminosità ma anche altri parametri importanti come la distanza dagli spigoli.  

L’impressione è che si tratti di una cosa effimera, di un “boom” economico artificiale, dal momento che il tasso d’inflazione ufficiale annuale si aggira attorno al 19%  e che tutto questo benessere è costruito sull’indebitamento personale mentre di lavoro solido c’è n’è veramente poco e mal remunerato. Si dice che Chávez abbia detto “ il mio stipendio è di 3 milioni di bolivares al mese e sono il presidente della repubblica quindi la gente non si deve lamentare di quello che guadagna….”

Leggenda metropolitana o no qui una segretaria può guadagnare dagli 800 mila a 1 milione di bolivares al mese (sempre che sia brava…) mentre l’affitto di un appartamento (decente…) può andare dal milione al milione e duecentomila bs al mese, quindi non c’è molto da scialacquare…...

Ma ora basta con la situazione politico-sociale

Ora vi voglio parlare del Centro Italiano-Venezuelano. Perché vi starete chiedendo. Ma perché per un italiano che sta a Caracas costituisce un’isola felice nella quale andare a trascorrere ogni minuto del proprio tempo libero. E’ relativamente sicuro dal punto di vista della delinquenza ( c’è una polizia privata che sorveglia gli ingressi e tutto il perimetro del club), è dotato di tre piscine, sei campi da tennis, un campo di pallone, una struttura per giocare a bocce,  due ristoranti, un parrucchiere,un ambulatorio medico, una grande club hause, insomma non gli manca niente. Gli italiani che vivono in Venezuela pagano una quota di iscrizione annuale per frequentarlo, mentre per noi che siamo in vacanza è sufficiente mostrare il passaporto per poter accedere al club e poter usufruire di tutte le strutture disponibili. Si trova ad un quarto d’ora di macchina da casa di mia suocera!

(Circolo di tennis)

 

 

 

Naturalmente Angela mi voleva coinvolgere immediatamente in estenuanti partite di tennis e una volta c’è anche riuscita, poi un insetto ha pensato bene di pungermi all’anulare della mano destra, il dito si è gonfiato e addio tennis per parecchi giorni che ho comunque impiegato a lustrarmi gli occhi con le spettacolari signore che si crogiolavano al sole in piscina…………

(vedi foto)

 

 

Il carnevale non l’ho visto , ne ho solo sentito il frastuono da lontano. Dovete sapere che lo sport più praticato dagli italiani  di prima e seconda generazione che vivono a Caracas è il “terrorismo psicologico” : ma dove vai? Stati attento che se vai lì (e giù un elenco di posti che tu avresti avuto voglia di visitare….) ti “attraccano” (così vengono definite le rapine a mano armata…….) e rischi la vita ( perché , dicono, che se non sei più che pronto a dare tutto ciò che hai a colui che ti sta rapinando è facile che ti spari…..). Con queste premesse quando ho accennato al mio desiderio di andare a scattare qualche foto da vicino a queste manifestazioni di gioia collettiva, sono stato immediatamente raffreddato e così mi sono goduto il carnevale in TV! E pensare che qui il carnevale è una festa vera! Per quattro giorni, da sabato grasso a martedì grasso, il Venezuela si ferma chiudono persino le banche e la gente si riversa al mare e in ogni località di svago…….

Qui alla  televisione fanno lunghe ed estenuanti interviste a personaggi vari: il sindacalista, il politico, il “ciudadano” (l’uomo della strada) ebbene una in particolare mi ha colpito perché stavano intervistando un magistrato che diceva che il Venezuela era divenuto in questi ultimi anni il Paese più violento di tutto il sudamerica in quanto si era passati da 1000 a 4500 morti ammazzati all’anno! Mi è sembrata una cifra enorme (sarebbero circa 13 morti al giorno, quasi una guerra….) però mi ha reso più verosimile il clima di timore che ti trasmette la gente quando ti dice: stai attento ai posti che frequenti, non andare in quella zona è pericolosa , non indossare cose vistose…………..del resto qui durante il carnevale la città si è paralizzata  tutto chiuso perfino le banche! E sapete perché? Perché in questo periodo per le strade c’è più confusione e aumenta il pericolo delle rapine ai negozi e qui quando c’è una rapina facilmente ci cappa il morto……..

La famiglia di mia moglie possiede una casa al mare. Si trova in un piccolo paese che si chiama Rio Chico  distante circa 160 km da Caracas. La casa sta a 50 metri dalla spiaggia che, specialmente nei giorni feriali è completamente deserta

 

Foto casa e spiaggia

 

Da questo punto di vista è un paradiso. Purtroppo ci si va molto poco ( la strada è  bella perché attraversa una serie di paesini tipicamente tropicali ma ci vuole una vita per fare quei pochi Km…………) e la salsedine se la sta mangiando……….. Anche questa volta abbiamo fatto la gita rituale a Rio Chico (per vedere se non ce l’hanno occupata dice mia moglie…….) e mi sono bastate tre ore di esposizione al sole dei tropici per scottarmi nonostante avessi messo la protezione 50!  Fortunatamente dopo aver “pescato” una busta di  “wachuchi” ( vongoloni….) abbiamo deciso di tornare a Caracas rimandando un soggiorno più lungo a quando potremo farlo in compagnia di qualche amico.

 

Foto vongoloni  (omissis) 

Ci sarebbe ancora tantissimo da dire ma non vi voglio annoiare  più di tanto quindi mi fermo qui regalandovi una serie di….

 

Spigolature!

 A Caracas un semaforo rosso non è un divieto è solo un consiglio………

In galleria le auto non accendono le luci di posizione! Se le accendi rischi un incidente perché chi ti segue pensa che tu stia frenando……..

In auto, quando devi segnalare un cambio di direzione, se metti la freccia non ti fila nessuno, se tiri fuori il braccio e fai cenno che ti vuoi inserire si fermano tutti…….

A Caracas i motorini sono una cosa pazzesca! Si tratta di arnesi ( non li voglio definire altrimenti.) che hanno l’aspetto di una moto in tutto e per tutto ma di cilindrata generalmente piccola, 150 cc. Ebbene con questi “cosi” sfrecciano in mezzo al traffico di Caracas come tutti i motorini, del resto…… la differenza è che suonano il clacson in continuazione (biiiiii,biiiiiiiiiii,) perché hanno paura, penso,che qualcuno possa cambiare direzione  ma questo sarebbe niente perché sovente ci montano una sirena, tipo ambulanza,e la fanno suonare con continuità come si trattasse di un mezzo di soccorso…….

Inoltre li usano come taxi perché, naturalmente, in mezzo al traffico sono più rapidi. Devi raggiungere velocemente un posto? detto fatto. Ti avvicini  a uno di questi “tassinari” semplicemente per il fatto di aver applicato in mezzo ai fili dei freni un adesivo con stampato TAXI, contratti il prezzo, ti viene dato un casco (si fa per dire…) e via in mezzo alla “cola” (ingorgo…..) perenne di Caracas.

Girano un sacco di auto senza targa……Ho chiesto chiarimenti ai miei conoscenti ma nessuno mi ha fornito una spiegazione logica. Mi chiedo cosa succede se hai un incidente con uno di questi……

Degli antifurti delle auto ne vogliamo parlare?  Hanno un orrendo suono polifonico (cominciano con una sirena, che poi diventa uno stridore intermittente,che poi diventa un fischio acutissimo, che  poi si trasforma in un altro suono che non riesco a definire ma che è molto fastidioso…………) che si ripete almeno tre volte, si mettono in funzione al minimo rumore, anche nei garage, fanno tutto questo casino ma non ho mai visto nessun proprietario di auto che si preoccupasse di andarlo a tacitare (magari dopo aver accertato che non gli stavano rubando il “carro” (l’auto, qui si chiama così………) per cattiva sorte proprio di fronte dove abito c’è un elettrauto che monta questi congegni e li prova tutto il giorno………..

Un fatto singolare. Qualsiasi spesa si faccia, al supermercato, nei negozi, persino in farmacia (dove peraltro si vende di tutto  compresa la cocacola e il thé in bottiglia…...) i clienti devono fornire i loro dati personali ( numero carta di identità, indirizzo e numero di telefono) mentre noi stranieri dobbiamo dare il passaporto da cui vengono tratti i dati personali. Il tutto compare sullo scontrino che viene rilasciato per ogni spesa effettuata e trasmesso al SENIAT (dovrebbe essere il loro Ministero delle Finanze….). Sembrerebbe un sistema infallibile per tenere tutto sotto controllo e invece le tasse non le paga nessuno……….

Si vedono in giro pochissimi cani sia a guinzaglio che liberi. Cosa vorrà dire?

Il massimo taglio della moneta circolante è di 50.000 bs (corrispondono grosso modo a 10 €….). Chavez dice che da gennaio 2008 saranno aboliti 3 zeri così 50.000 bs attuali diventeranno 50 bs. Servirà a contrastare l’inflazione. Boh…………..

Basta! Di cose da dire ce ne sarebbero ancora molte ma le parole non rendono appieno le straordinarie sensazioni ed emozioni che ti può regalare questo Paese così ricco di contraddizioni e quindi vi invito tutti a venire a verificare  personalmente, sono pronto ad ospitarvi a Caracas e poi ad accompagnarvi in qualcuno di quei posti stupendoi che ho avuto modo di conoscere nei miei viaggi precedenti.

                                                         

 

 

 

 

 

 

 

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