|
Con il passare degli
anni mi scopro sempre più pigro, pigro di una pigrizia che deve avere
origini lontane, meridionali (mia madre era pugliese….). Questa mia
pigrizia mi porta , a volte, ad accettare situazioni che avrei dovuto
rifiutare, come mi diceva il mio istinto.
E’ andata così……….. sapete
quelle cose nate sotto l’ombrellone, quando i primi caldi cominciano ad
offuscare le idee.
Due amici, Silvana e
Mamolo, ci propongono di fare un viaggio di una settimana nelle Baleari,
perché Silvana “deve superare la paura dell’aereo”. Ibiza,
Formentera sono nomi di un certo fascino, la cosa mi solletica anche se
in famiglia, i miei adorati figli mi dicono “ma n’do vai!”
Il progetto, per una
serie di circostanze, banali tanto che non avrebbe senso raccontarvele,
va a monte.
Che si fa? “Non
si può rinunciare alle vacanze progettate” dicono le due donne del
gruppo mentre noi uomini siamo mooolto più tiepidi. Visita ad alcune
agenzie turistiche e salta fuori la Croazia.
E’ stupenda! E’
vicina! Costa poco, ci dicono….. Sarà vero ma il mio istinto continua a
lanciarmi segnali di allarme. Ma come, dobbiamo stare una settimana e
passa in quattro con una sola macchina (un coupè, quello della Hunday……..),
carichi di valigie e di tutte quelle cianfrusaglie che ogni donna che
si rispetti si porta dietro anche per andare a fare una semplice
passeggiata, cambiando spesso abitazione, perché era stato deciso di non
soggiornare in un albergo (una base…) dal quale partire per gite
giornaliere, su suggerimento di una persona conoscitrice dei luoghi (che
la possino…).
Niente. Si parte!
Alle 16 di venerdì
14 luglio Mamolo e Silvana sono sotto casa mia e si procede allo
stivaggio delle valigie. Naturalmente nel bagagliaio (insospettabilmente
capiente….) tutti i bagagli non c’entrano e, dopo svariati tentativi, si
decide che Silvana e Angela, che occuperanno i posti posteriori,
dovranno interporre fra di loro, a mo’ di bracciolo, il trolley di
Mamolo, che risulta il più piccolo.

Foto nave
Si parte. La prima
tappa è Pescara, dove alle 21 ci imbarcheremo per Spalato. Si viaggerà
di notte e abbiamo pensato di poterci permettere il lusso di una cabina
( la cabina risulterà di un confort discutibile, specialmente per me ed
Angela che avevamo ancora fresco il ricordo del lusso trovato sulla
“Costa Fortuna” durante una crociera effettuata nel febbraio scorso………).
A Pescara il primo
colpo di scena. La navigazione verso Spalato prevede uno scalo a Hvar
(una delle infinite isole della Croazia….) e mia moglie propone di
scendere lì. “Tanto ci dovevamo andare, è meglio scendere subito così
risparmiamo la traversata da Spalato a Hvar”….Queste le motivazioni
addotte per il cambiamento di programma….Giusto ma perché non ci si è
pensato prima, così avremmo veramente risparmiato, penso……..Niente da
fare si scende a Hvar. Sveglia alle 5 del mattino e scalo alle 6!
In verità devo dire
che valeva la pena di fare questo sacrificio. Hvar è BELLISSIMA. La
sistemazione, in un appartamento, che abbiamo trovato è ottima e a
prezzo decisamente concorrenziale (70 € al giorno per due stanze con
bagno e cucina…). L’appartamento si trova vicino al centro della
cittadina di Hvar, in una posizione dominante e dal suo vasto terrazzo
si gode una vista mozzafiato.


Foto dal terrazzo di Hvar
Hvar, poi, ha una
natura travolgente: colori intensi, piccole baie dalla bellezza
primitiva lambite da un mare semplicemente spettacolare quindi……. In
seguito avrò modo di scoprire che tutta la Dalmazia, almeno quella da me
visitata, ha le medesime caratteristiche con una sere infinita di
paesaggi profumati (lavanda, rosmarino….) e città costruite con la
storia e l’arte.

Itinerario
Insomma si comincia
bene, devo ammettere.
Ce la godiamo per
due intensi giorni, visitando anche un’altra isola, Brac, che
raggiungiamo con una di quelle barche che per non pochi spiccioli ti
offrono la possibilità di fare gite giornaliere. Qui l’acqua è più
fredda che nelle altre parti della Dalmazia e io, come al solito, non mi
faccio nemmeno il bagno ma trascorro il tempo sdraiato sui ciotoli che,
come avrò modo di scoprire in seguito, sono una peculiarità delle
spiagge croate, chiedendomi chi me lo ha fatto fare di lasciare la mia
comoda sdraio di Santa Marinella.
All’indomani ci
avviamo verso Split (Spalato).
Ci arriviamo
all’imbrunire e, sfruttando il costume dalmato di frotte di persone che
ti offrono una sistemazione in appartamenti a prezzi decisamente
stracciati, ci sistemiamo (non ottimamente, per la verità, ma tanto ci
staremo solo una notte…) e ci buttiamo alla scoperta della città.
Di Spalato non
conoscevo niente se non quello che mostrava una vecchia fotografia
scattata a mio padre durante la guerra. Una vera sorpresa!. Di sera,
dopo un’ottima cena a base di pesce, ci avventuriamo alla sua scoperta
e, imboccando una porta sorvegliata da una statua gigantesca (è il
monumento al Vescovo Gregorio da Nona…),

Il
Vescovo Gregorio da Nona
dopo aver percorso
un stretto vicolo,

Il Peristilium
Ci ritroviamo in una
straordinaria piazza e, in un istante, mi sento come trasportato
indietro nel tempo. Siamo al centro del Palazzo dell’Imperatore
Diocleziano, nel Peristilio! Complice l’illuminazione notturna,
l’assenza assoluta di turisti, l’atmosfera che si respira è
assolutamente magica, coinvolgente. Ce la godiamo a lungo sicuri che il
momento sarà irripetibile.
Vero! Il giorno dopo
ci torniamo ma ormai l’incanto è finito. Frotte di turisti, bancarelle
di ogni genere, rendono il posto simile a tutti gli altri che ho avuto
occasione di visitare nella mia vita e tutto quello che avrei da
raccontarvi lo potrete leggere (scritto in modo migliore….) su qualsiasi
guida turistica.

Slpit,
sotterranei del
Palazzo di Diocleziano
Riprendiamo il
viaggio. Carichiamo le valigie, ci stipiamo nella Hunday Coupè

La Hunday
e ci dirigiamo verso
una località che ci era stata segnalata da due persone incontrate a Hvar,
Trogir.
Trogir ha due
peculiarità per me fondamentali: è stupenda e dista solo 35 km da
Spalato. Scusate se è poco! Ma visto che ero riuscito a strappare la
promessa dal gruppo di fare base in questa località per poi,
eventualmente, fare delle puntate giornaliere in località scelte di
volta in volta, non avrei potuto chiedere di più.
Trogir, l’antica
Trogarium, ha una storia di ben 4 millenni annoverandosi fra le città
più antiche del Mediterraneo. L’UNESCO l’ha nominata patrimonio mondiale
e visitandola se ne comprende la ragione.

Il nucleo centrale
si estende su una piccola isola. Le sue stradine, le sue piazze,
mostrano chiaramente l’influenza della Repubblica di Venezia
nell’architettura. Brulica di giovani (quante belle ragazze…….) che alla
sera invado i mille localini (è pieno di gelaterie e altro….)
che
sorgono nei vicoli. Insomma una meraviglia.

Dopo una laboriosa
ricerca delle stanze ci sistemiamo a un tiro di schioppo dal centro.
Siamo a pian terreno, fa un caldo infernale, Angela e Silvana
manifestano “qualche” difficoltà nella scelta della stanza,
perché una, oltre ad avere la cucina, ha due finestre, un armadio con lo
specchio, il televisore ( si saprà poi che non funziona….). Noi
maschietti non prendiamo parte alla discussione che, a dire il vero, si
risolve abbastanza rapidamente perché essendo Silvana la più mattiniera
del gruppo ci sveglia sempre con il caffè preparato con la sua Bialetti
elettrica e quindi……….
Ci godiamo Trogir e
le sue mille calette. Il giorno ce ne andiamo al mare e la sera ci
tuffiamo nella calca della cittadina, alla ricerca di un ristorantino
che ci possa far gustare dell’ottimo pesce a prezzi stracciati.
Dura poco….
Le due donne della
compagnia sono scatenate. “Perché non andiamo a visitare….” e giù
proposte di ogni genere. Mi difendo come posso. Il posto mi piace, sto
bene, il mare, con le sue mille calette, è invitante, non ho voglia di
andarmi a prendere altro caldo ma non c’è niente da fare…. Si decide di
andare a visitare Sebenik e, dopo un giorno di riposo, Zara. Di queste
due città non vi dirò niente. Non ho nulla da dire se non banalità. Non
mi hanno creato alcuna suggestione, dato alcuna sensazione forte come
quelle avute in precedenza, quindi….
Dopo nove giorni
prendiamo la via del ritorno. La vacanza è finita si torna alla
normalità.
|