Vacanze in Val Pusteria

(di Agostino)

La valle è sicuramente nota a tutti gli amici della compagnia, per averla vista o averne sentito parlare. E’ forse la più bella delle Dolomiti, per la diversità dei paesaggi che offre. Salendo da Brunico fino a San Candido si alternano, da una parte e dall’altra, valli meravigliose che ti offrono continue sorprese. Dalla parte sinistra: la Val di Tures – che prosegue con la Valle Aurina – la Valle di Anterselva, che attraverso il passo Stalle ti conduce in Austria,  la Val Casies, che arriva fino a Santa Maddalena e non va oltre. Dalla parte destra: la Valle di Valdaora, che attraverso il passo Furcia porta a S. Virgilio di Marebbe e la Valle di Braies, che ti consente di arrivare al lago omonimo e al Prato Piazza.

Foto 1 - Verso Prato Piazza (Foto Agostino)

Queste sono le valli che ho conosciuto.

 Le escursioni

 

L’escursione a Prato Piazza (da ricordare con molto piacere). Percorrendo un sentiero, che costeggia un torrente, ai piedi di alte pareti rocciose e attraversa boschi di abeti e larici, si arriva in un paradiso non celeste ma verde a 360°. Le pareti rocciose che incontri, alte centinaia di metri, presentano, a varie altezze, grosse fenditure e grotte. Ci troviamo all’inizio del parco naturale di Fanes - SennesBraies, il regno dei Monti Pallidi. Questo mi ha fatto ricordare che un giorno di due anni fa mi trovavo nella parte opposta, presso la Capanna Alpina ad Armentarola e osservavo un elicottero che per tutta la mattinata faceva continui viaggi uscendo dal Fanes per trasportare casse. Nel primo pomeriggio l’elicottero atterrò presso la Capanna. Ebbi modo di avvicinare la persona più anziana che, insieme a sei o sette giovani, scese dall’elicottero per pranzare. Questi mi raccontò quanto stava accadendo. Una decina di anni fa sono state scoperte ad alta quota delle grotte con i resti di orsi ed altri animali vissuti centinaia di migliaia di anni fa, quando quelle grotte si situarono al “livello stradale”. L’erosione dei ghiacciai le ha nel tempo isolate in alto. Proprio in quel giorno il gruppo, costituito da giovani ricercatori italiani e stranieri, stavano trasportando per la prima volta alcuni reperti per gli esami di laboratorio. La scoperta  risulta importante perché prova l’esistenza in quella regione  di un tipo di orso che si conosceva vissuto soltanto in montagne lontane (non ricordo quali).

 L’escursione a Valdaora. Sono partito da Valdaora di Mezzo, dove ho lasciato la macchina, per arrivare alla Malga Angerer percorrendo il primo tratto su una strada asfaltata sotto un sole infuocato alle 11 e 30 di mattina. Dal Ristorante Panorama il sentiero n. 6 si inerpica nel bosco di abeti fino alla Malga. Grande salita di 2.30 ore. Ho visto due coniugi, lei più giovane di me, lui poco più anziano di me e poco allenati alle salite, rinunciare a metà percorso. La cosa positiva è stata la cucina della Malga: canederli di speck, polenta con gulasch e dolce di mirtilli neri, tutto bagnato da birra ghiacciata alla spina. E’ stato d’obbligo la fumata di un sigaro toscano stravecchio per completare l’opera di risanamento. Al ritorno ho scoperto che, portando la macchina a Valdaora di Sopra, avrei risparmiato molto tempo e fatica. Per la cronaca, esiste pure Valdaora di Sotto.


Foto 2 - Una delle Malghe (Foto Agostino)

 L’escursione a S. Maddalena. In fondo alla Val Casies c’è S. Maddalena che ti offre la possibilità di fare l’escursione delle Malghe. In ogni Malga puoi degustare una diversa specialità. Le principali sono: Malga Kradorfer, per il Kaiserchrmarn; Malga Leach, per lo yogurt; Malga Messner, per la ricotta; Malga Kaser, per il formaggio; ecc. ecc.. Mi sono procurato la piantina completa e l’indicazione delle specialità. Sarà per il prossimo anno.

Attraverso un sentiero delizioso e non impegnativo, tutto ombreggiato da abeti e larici, si arriva alla Malga Ascht, gestita da un simpatico ragazzo che ti offre le specialità della casa: polenta e Kaiserschmarrn (un dolce di uova, farina, latte e burro, servito come una frittata a pezzi con la composta di mirtilli rossi). La sosta è piacevole e confortevole, oltre a mangiare si canta e si balla al suono di una vecchia fisarmonica. Durante la salita ho bevuto un’acqua freschissima e pura, raccolta in una bottiglia da una parete rocciosa che la filtrava. Una preoccupazione mi ha accompagnato per parecchio tempo. Salendo ho incrociato un grosso mezzo agricolo che scendeva con un carico di fieno e persone. Quel mezzo doveva uscire, alla fine della strada, nel punto dove avevo messo la macchina che poteva ostruire il passaggio. Il parcheggio era strapieno ed io avevo parcheggiato malamente, pensando che da lì non potessero passare mezzi “oltre misura”. Lo stesso mezzo è risalito scarico alla Malga un’ora dopo. Sono andato dall’autista scusandomi per il disagio procuratogli e per informarmi sui danni causati alla mia macchina. Con sollievo ho appreso che il mezzo era passato “pelo pelo” senza lasciare tracce sulla mia voiture.

L’escursione al lago di Anterselva. Il lago è più bello di quello di Braies. Il percorso intorno al lago è più caratteristico e più ricco di flora. Ci sono punti di osservazione dai quali puoi stendere lo sguardo su scorci lacustri incantevoli e dove, su alcune pagine fissate su tavole a mo’ di leggio, puoi leggere le informazioni sul tipo di fauna e di flora che ti circondano. Arrivati a metà lago ho potuto sostare presso un accogliente ristorante, pranzare al sacco e godere il sole sui prati, appisolato su una sdraia (3 euro) e assaporare il gusto di un mezzo sigaro toscano originale (1,5 euro). Il ristorante si trova sulla strada che, attraverso il Passo Stalle, ti porta in Austria. E’ quanto ho fatto. Attenzione, però, la strada fino al Passo è a senso unico; un semaforo regola il flusso delle macchine: da 30’ a 45’ di ogni ora si può solo salire; da 0’ a 15’ si può solo scendere. Il percorso lo si fa in un quarto d’ora.

Foto 3 - Sentieri (Foto Agostino)

In Austria mi sono spinto fino a St. Jakob. Posso dire: la Valle che ho percorso (Defereggental) è molto panoramica e bella, anche se all’inizio è stretta e brulla; c’è meno gente in giro; gli austriaci sono più accoglienti di quelli della Val Pusteria; i prezzi degli alberghi, dei ristoranti, dei supermercati sono rimasti come erano prima dell’introduzione dell’euro. Lì hanno saputo convertire correttamente la vecchia moneta in euro, con la formula: vecchia moneta/tasso di cambio = euro. Da noi invece la formula adottata è stata errata: (vecchia moneta/tasso di cambio)x 2 = euro.

 L’escursione dal Passo Furcia a Plan de Corones. Partenza alle 13 dal Passo seguendo un sentiero che si inerpica a tratti nei boschi, a tratti allo scoperto nei prati assolati, quando non lo perdi perché manca la segnaletica. Arrivo alle 16.30 al Plan; dopo un ultimo tratto di 45’ molto faticoso - perché era il primo giorno e perché c’era un sole infuocato e perché non si vedeva la fine e perché arrivava la fame e perché qualcuno si lamentava - trovi uno stato di abbandono generale: i due principali posti ristoro chiusi. Ma comunque c’è la grande campana “Concordia 2000” di 18 tonnellate che ti consola. Per mangiare si è riscesi dalla parte opposta a quella da dove si era arrivati e raggiunto un rifugio molto accogliente. Di corsa a mangiare qualche focaccia e dolci per poter correre a prendere l’ultima ovovia che partiva alle 17.15 e godere della prima bella giornata di montagna.

Le amenità

 Dorfplatzfreuden  (Incontri in piazza). Campo Tures e San Candido mi hanno offerto due serate dedicate alla cucina tirolese. I ristoranti e gli alberghi delle due amene località hanno allestito, nelle vie e piazze antistanti i locali, cucine e tavoli per degustare le loro specialità. Il tutto accompagnato da musica e canti con l’esibizione di fisarmoniche e strumenti artigianali.

Foto 4 - A cavallo (Foto Agostino)

Le specialità di San Candito: (salate) polenta con funghi, tris canederli, pietanze di selvaggina, gulasch e canederli, fonduta, zuppa d’orzo in ciotola di pane, porcellino e stinchi di maiale, speck e formaggi; (dolci) strudel di mele, dolce tirolese con panna e marmellata, frittelle di mele, “Strauben”, “Niggilan” con ripieno di papavero e ricotta, tirtlan, frutti di bosco con gelato e panna, crostata con mirtillo rosso, cialde con panna e ribes, variazioni di “Schlutzkrapfen”, crostatine di fragole.

Il tutto annaffiato da birra pusterese, grappe e vini del Tirolo. La serata è suggerita a tutti gli amici della compagnia.

 Il ristorante Dolasilla, posto a Riscone (sopra Brunico) sulla strada che conduce alla funivia per il Plan de Corones, merita di essere menzionato. Le specialità dei piatti di carne, quelli di pesce, per non parlare poi dei primi, creano l’imbarazzo della scelta. Si fanno delle scelte di piatti pensando di tornare per assaggiarne altri. I prezzi sono contenuti. Il ristorante offre ampi locali, comprese le terrazze panoramiche, e una ospitalità gradevole e raffinata. L’indirizzo è: Reiperting 27, Riscone-Brunico. Per prenotare, l’amico della compagnia può telefonare al n. 0474/549060, precisando che lo manda l’indorato Agostino. Il trattamento cambierà da così a così.

Il nome Dolasilla è leggendario. Riporto la storia

 La principessa Dolasilla


Molto e molto tempo fa prosperava nelle Dolomiti un fantastico regno, ormai scomparso, conosciuto con il nome di Fanes. Questo regno raggiunse il suo massimo splendore grazie alle prodezze e al coraggio di Dolasilla. Tale fanciulla era niente di meno che la figlia del re dei Fanes ed oltre a essere molto bella, si rivelò ben presto anche un’invincibile guerriera.

Le grandi doti di Dolasilla erano rese ancora più straordinarie dalla forza della magia. Gli gnomi infatti le avevano donato, in segno di gratitudine, una stola di ermellino e dell’argento. Con tali materiali, gli armaioli più esperti del reame le confezionarono una prodigiosa armatura che nessuna freccia o spada era in grado scalfire e forgiarono un arco di ineguagliabile potenza.

 

Le frecce invece erano state ricavate dal canneto del Lago d’Argento e quando venivano scagliate, andavano immancabilmente a colpire il bersaglio.
Bardata di tali armamenti, la prode
guerriera affrontò per la prima volta il campo di battaglia e sbaragliò il nemico in men che non si dica.

Tutto il popolo dei Fanes si raccolse per festeggiare l’evento portando in trionfo Dolasilla fin sul monte Plan de Corones. Lì, il re padre, incoronò la figlia con la Splendita Raietta, la gemma più preziosa delle Dolomiti e un splendido lungo periodo di prosperità e fortuna accompagnò questo popolo.

L’attrazione

 La miniera di rame di Predoi. La miniera è visitabile con una guida. Su di un trenino dei minatori si percorrono, attrezzati di giubba impermeabile e casco, strette gallerie per un chilometro e 200 metri all’interno della montagna, ad una profondità dal suolo che raggiunge nel punto più interno i 500 metri. Temperatura tra i 7 e gli 8 gradi. La miniera è stata attiva dal XVI sec. fino al 1971, quando l’estrazione del minerale non è risultata più economica. A piedi, una volta arrivati con il trenino, si percorrono gallerie scavate a mano, a varie altezze, in un percorso didattico. E’ possibile poi praticare in quelle gallerie lo speleotraining. Infatti, a quella profondità è stato creato un Centro climatico di benessere che, grazie allo speciale microclima del tutto privo di polveri, allergeni e pollini, consente di curare patologie legate alle vie respiratorie.

Lo speleotraining è riferito solo per diritto di cronaca, sapendo bene che gli amici della compagnia, tutti integri in ogni parte del corpo, non hanno interesse per questo tipo di cura.

E’ tutto?

No! E’ solo uno stralcio. Mi fermo per non annoiarvi oltre misura.

La foto che segue non fa parte dei luoghi descritti, è solo per trasmettere distensione

 

 

 

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