"Si vis pingues agros et vineas perge Capenam" (se vuoi fertili campi e vigneti dirigiti verso Capena). Questo motto, preso dalla Epistulae ad Familiares di Cicerone, oltre a costituire un biglietto di presentazione di Capena, ci rivela l'origine delle spiccate inclinazioni eno-gastronomiche del nostro amico Agostino che, come è noto, discende da nobile casato originario di quelle Terre. Ed è proprio qui, frugando tra le carte riposte nella soffitta della magione avita, che il nostro Agostino ha rinvenuto un interessante documento che, con la sua lettura, ci riporta col pensiero ad usanze e stili di comportamento da tempo desueti. I documenti trovati consistono infatti nei verbali originali di una sfida a duello tra uno zio di Agostino, anch'egli di nome Agostino, che, avendo subito una offesa da altra persona, era sceso con questi a vie di fatto e di insulti. Per questi motivi lo zio Agostino ricevette sfida a duello dall'antagonista, secondo i canoni del Codice Gelli, ed il tutto è descritto nei verbali che seguono, dei quali Agostino (non lo zio) ha effettuato anche una trascrizione per facilitarne la lettura. Il rinvenimento di questo documento è stato però uno stimolo per Agostino (non lo zio) ad intraprendere una ricerca sul codice cavalleresco Gelli, che dettava le norme di comportamento tra gentiluomini ed anche, in caso di forti contrasti, quali fossero le regole per scendere a duello. I risultati della ricerca sono riportati nella seconda parte di questo documento, ove si possono leggere gli "stralci" delle parti più interessanti del Codice, con particolare riferimento a quegli articoli che riguardano appunto le sfide a duello. C'è anche il "link" al sito da dove si può scaricare il codice nella sua interezza (in formato .pdf).
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10/01/2009
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